Siracusa, La settimana dei processi nel Pd: si valuta l’espulsione di Princiotta e Garozzo, ma solo sulla carta

La commissione di garanzia e la segreteria cittadina valuteranno se togliere il simbolo del Partito democratico al consigliere comunale e al sindaco. Solo che da una lato i nemici non sono più tanto nemici e dall'altro il primo cittadino potrebbe essere sfiduciato a livello locale ma essere più "pesante" nel contesto nazionale

Si avvia la settimana dei processi in casa Pd. Oggi e domenica pomeriggio, infatti la commissione di garanzia e la segreteria cittadina dovranno stabilire se affrancare o meno dal partito Simona Princiotta e Giancarlo Garozzo. Due lunghe vicende che prendono le mosse da una situazione “politica” stravolta rispetto agli albori. La richiesta di “espellere” il consigliere comunale fu infatti presa oltre un anno fa, quando la stessa, con le sue ripetute denunce sul “sistema Siracusa” e sulla presunta mala gestio dell’attuale amministrazione, attirò su di se l’ira dei compagni di partito e di quelli che allora si riconoscevano come “garozziani”. Ma un anno, soprattutto in politica, è un tempo interminabile. Soprattutto in questo periodo storico politico, diciamo, variopinto e pre elettorale.

E se la tempesta giudiziaria oggi sembra essersi placata, seppure momentaneamente, anche alcuni degli accusatori della Princiotta oggi potrebbero tornare sui propri passi, non essendo poi nemmeno tanto amici del primo cittadino. Certo, non appare del tutto logico convocare la commissione di garanzia nello stesso giorno e allo stesso orario del Consiglio comunale (oggi alle 18,30) ma cosa si pretende da una situazione che si trascina da oltre un anno e che non vedrà né vinti né vincitori.

In questa schizofrenia di un partito sempre più senz’anima c’è anche la segreteria cittadina che deve valutare se “togliere” il simbolo del Partito democratico al sindaco Garozzo. Il primo cittadino, già sfiduciato dalla segreteria provinciale durante l’ormai famosa riunione che diede realmente il via alle convocazioni della politica aretusea nelle commissioni antimafia, adesso attende un ulteriore processo dalla commissione cittadina, che probabilmente seguirà la linea di partito. Linea su cui il sindaco ha ampiamente dato dimostrazione di disinteressarsene, andando avanti per la propria strada.

Un processo che si sarebbe dovuto tenere domenica scorsa ma che è stato rinviato per esplicita richiesta del primo cittadino, assente per motivi istituzionali. Da qui la decisione di rinviare tutto di 7 giorni. Peccato, però, che anche per domenica prossima il sindaco avesse già comunicato la propria indisponibilità, in quanto impegnato a Rimini in un congresso… del Pd, rivolto agli amministratori degli enti locali. Quindi, mentre il sindaco sarà in una riunione del Pd, in quanto amministratore locale del Pd (e componente della segreteria nazionale), il Pd siracusano probabilmente deciderà di non riconoscerlo più nel partito. Ma da quello locale, essendo lo stesso primo cittadino invitato dal partito a livello nazionale. Quindi, se questa sera il Pd dovesse cacciare la Princiotta e domenica pomeriggio dovesse “disconoscere” Garozzo, ironia della sorte, i due “acerrimi nemici” si troverebbero a fare la stessa fine: rappresentanti di loro stessi e non più di un partito… almeno in questo 2017, almeno in questo Pd, almeno in quello locale.


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