“Mafalda era la mia bambina. L’idea di non essere riuscita a salvarla mi sta uccidendo”. Comincia così il racconto di Paulina, una donna di mezza età che vive sola in zona fonte Ciane, in compagnia dei suoi sette cani, sopravvissuti a un avvelenamento che ne ha uccisi tre, tra cui la sua “piccolina”. Mafalda era l’unico cane che non aveva ereditato dalla mamma, ma che aveva adottato da un canile. “Trovarsi di colpo 10 cani da accudire è stato difficile, ma è stato anche un modo per non lasciarsi andare alla tristezza della morte della nonna” – racconta la figlia Emilia mal celando il dolore che lei, e la mamma, stanno vivendo dallo scorso 26 maggio quando qualcuno ha avvelenato i loro 10 cani, di cui 3 sono morti.
A fare la scoperta è stata mamma Paulina di rientro a casa dopo il lavoro. “Era poco prima di mezzanotte – racconta Paulina – ho messo piede nel mio appezzamento di terreno e ho provato a chiamare i cani per salutarli. Loro mi sono venuti incontro facendomi le feste, come sempre, tranne una. Era una cosa strana perché proprio lei era la più giocherellona e festaiola. Preoccupata, ho preso la torcia e sono andata a cercarla”. A quel punto la scoperta: la cagnolina era per terra con le convulsioni in corso. Paulina, allarmata, chiama il veterinario e corre da lui in piena notte per prestare soccorso all’animale. Comincia l’incubo. Paulina è spaventata, ha un nodo alla gola, ma riesce a caricare il cane (un meticcio di medie dimensioni) in macchina e accompagnarlo in clinica. Qui la causa del malessere del cane è stata evidente a prima vista, e poi confermata dalle analisi del caso: avvelenamento per metaldeide, una sostanza conosciuta tipicamente come veleno per lumache che non ha lasciato scampo alla cagnolina di Paulina.
Terrorizzata dalla notizia, la donna torna a casa per verificare le condizioni di salute degli altri. Una corsa verso casa quasi disperata con il dolore al cuore di aver perso, con l’animale appena morto, ancora una volta la mamma. Perché si sa, negli amici a 4 zampe è facile proiettare ricordi e affetto per qualcuno che non c’è più, a maggior ragione se questo qualcuno è la donna con cui abbiamo vissuto l’intera vita.
Ma fortunatamente al rientro a casa, la donna trova tutti gli altri cani in salute. Prova a dare loro da mangiare, ma nota che solo una rifiuta il cibo. “Strano, pensai – continua Paulina – proprio lei è una mangiona”.
Cercando, a fatica, di gestire il proprio stato d’animo, Paulina decide di fare controllare dal medico la cagnolina. Sull’animale vengono effettuati i test specifici per il metaldeide ai quali l’animale risulta del tutto negativo. Un sospiro di sollievo per la donna che torna in casa e, ancora provata, decide di chiudere i 9 cani in veranda perché impaurita dalla possibilità che ci possa essere dell’altro veleno sparso per la campagna. Ma purtroppo, questa storia non finisce qua: il giorno dopo sarà ancora peggio per Paulina. Si sveglia presto e per prima cosa corre a controllare quelli che per lei non sono solo animali da compagnia ma veri e propri componenti della famiglia. In pochi secondi la donna sprofonda di nuovo nell’incubo: altre due cagnoline sono morte (tra cui quella che la sera prima aveva portato dal medico).
Un giallo che poco dopo il veterinario riuscirà a svelare: l’animale era stato sottoposto a un test specifico, quello per il metaldeide, mentre in realtà era morto a causa del veleno per topi. Stessa diagnosi anche per l’altra cagnolina.
Il veleno per topi, contrariamente al metaldeide, agisce lentamente. E così per Paulina comincia un’altra corsa disperata dall’ambulatorio verso casa, dove ci sono gli altri 7 cani. La donna, che in quel momento pensa al peggio, prende tutti gli animali e torna in lacrime dal veterinario che li visita tutti. Qui l’ultima, probabilmente la peggiore scoperta, tutti hanno ingerito il veleno per topi. Tutti i cani di Paulina sono avvelenati. La prontezza della donna e le cure del veterinario hanno evitato la morte dei rimanenti 7 cani che sono in cura dal medico, e tutti fuori pericolo.
“Io sono distrutta emotivamente da questa cosa – afferma Paulina in lacrime – Mi sono sentita così tremendamente sola in quei giorni, tanto che probabilmente andrò a vivere con mia figlia”. Lei, Emilia, ha reagito all’evento drammatico con un malessere fisico che l’ha piegata per giorni, ma dal quale adesso è riuscita a uscirne. Rimane il fattore emotivo. “Io non riesco a dormire, a lavorare, non riesco più a vivere. I sensi di colpa perché forse avrei potuto fare di più per i miei cani mi stanno uccidendo – dichiara Paulina – Adesso però voglio giustizia, voglio sapere chi ha avvelenato i miei amici a quattro zampe”.
Paulina e la figlia hanno presentato denuncia ai Carabinieri contro ignoti, con tanto di referto medico che certifica la morte per avvelenamento dei tre cani. “Non mi interessa se ci vorrà del tempo, ma voglio la verità. Non so se guarirà le mie ferite, so solo che in questo momento sento la mia vita crollare”, conclude la donna. Nei suoi occhi si legge l’affetto per la mamma che non c’è più. Lei, assieme ai suoi cani.
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