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Siracusa, la zona arancione cancella la terapia in piscina per disabili. La storia del piccolo Ruben che sogna Roberta

L'istituzione della zona arancione ha imposto in Sicilia la chiusura di palestre e piscine, eliminando anche la possibilità di fare le terapie in acqua per le persone con disabilità

Quel volto, lo stesso, ogni giorno. E una domanda, la stessa: “Roberta piscina”. A quell’ora. L’ora del nuoto: un momento tanto divertente quanto terapeutico. L’acqua, il posto più rassicurante al mondo, adesso sembra solo un ricordo offuscato in quella che ormai appare una vita fa, quella senza Covid.

L’istituzione della zona arancione, infatti, ha imposto in Sicilia la chiusura di palestre e piscine, eliminando anche la possibilità di fare terapia in acqua anche per le persone con disabilità. È il caso di Ruben, un bambino siracusano di sei anni con sindrome di down. Come lui, tanti altri. E Simona Corsico, presidente provinciale Aipd, non lo racconta solo per il proprio figlio.

“Ti piacerebbe andare in piscina?” – gli chiede la mamma. “Sì, con Roberta in piscina” – risponde il piccolo. Roberta è la terapista e Ruben ogni giorno ormai si sveglia chiedendo di portarlo da lei. Ma purtroppo, al momento, non si può fare. Simona lo dice con voce scoraggiata perché quel momento in compagnia della terapista in acqua è fondamentale per i bambini – tutti – ma soprattutto per quelli più fragili. Come un turbinio di emozioni, gioia che attraverso il gioco diventa anche formazione e terapia a livello fisico e mentale.

Ruben guarda la mamma, poi punta il microfono e cerca di acciuffarlo fino a quando riesce nella sua missione. Lo afferra, ci guarda, sorriso furbetto. Poi con semplici parole, tipiche di un bambino, ci fa capire la sua difficoltà. “Roberta piscina”, ripete il piccolo parlando come aveva fatto la mamma poco prima in quell’oggetto con i colori di Siracusanews. Due parole – “Roberta, piscina” – ripetute ogni mattina perché quel volto, quel modo di giocare in piscina, in acqua (il posto più rassicurante al mondo), oggi non c’è più. Per ora. Così come per ora rimane in mente solo “Roberta piscina”. E Ruben che continua a sognarla.


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