“Lunedì protocollerò le mie d le mie dimissioni, e consegnerò al segretario generale e terminerò la mia esperienza di assessore“. Valeria Troia anuncia così le sue dimissioni dalla carica di assessore della Giunta Garozzo, in cui si era insediata il 5 luglio del 2014, scegliendo così di interrompere un percorso lungo quasi 3 anni e a distanza di poco più di un anno dalla scadenza naturale dell’amministrazione comunale.
“Lascio la mia carica di assessore senza toni alti, polemiche, strumentalizzzioni, secondi fini – dice – è chiaro… non è semplice fare la mia scelta, c’è amarezza e delusione, non siamo robot ma ho condiviso già con il sindaco la mia scelta, lascio assecondando la mia diversità e accettando serenamente quella degli altri: nella vita, come in politica, se non si sta bene si sceglie di lasciare“. Respinge le ipotesi di candidatura alle prossime regionali o, soprattutto, nazionali e l’unica cosa che vuole al momento è riposarsi e viaggiare con suo figlio. Lascia le rubriche Politiche scolastiche, Educative, Giovanili, Infanzia, Università, Decoro Urbano, Informatizzazione e Modernizzazione, Volontariato e Periferie, lascia con il progetto “Siracusa città educativa” e lo Smart lab, lascia l’Urban center prima di vederne l’inaugurazione ma non lascia la politica né il Partito democratico. Lascia, ma parla di “noi” e quindi di sicuro non lascia la politica.
“Ci siamo confrontati spesso, in maniera anche molto vivace ed abbiamo idee differenti su parecchi temi – le parole del consigliere comunale di opposizione Salvo Sorbello – Le riconosco però pubblicamente impegno e passione civile, In un’amministrazione che di certo non brilla per quanto riguarda le questioni sociali (basti pensare all’ultima vicenda del registro sulla bigenitorialità)“.
Interviene per un “saluto” anche il già presidente di Consiglio di istituto e cittadino, Prospero Dente, che ha inviato una lunga lettera al sindaco dopo le dimissioni dell’assessore alle Politiche scolastiche Valeria Troia: “Non sono sorpreso. Non è questa la “politica” che mi può sorprendere. Era prevedibile. Era tutto naturalmente prevedibile. Nei giorni scorsi, durante un incontro pubblico, ho sentito una frase. Mi ha colpito. “Siamo anche cittadini”. L’ha detta una donna, una mamma che ricopre momentaneamente una carica all’interno di una delle tante associazioni per i disabili. “Siamo anche cittadini”. Era rivolta a tutti noi, nessuno escluso. Chi ricopre incarichi, chi ha un figlio disabile, chi fa il volontario, chi si occupa di scuola, chi è più visibile rispetto ad altri. Ognuno di noi è “anche” un cittadino. E allora le cose bisogna dirle, perché i cittadini le cose se le devono dire. Anche quelle cose che possono sembrare sgradevoli, politically (s)correct. Valeria Troia non è più l’assessore alle Politiche scolastiche di questa città. E la ritengo una perdita per Siracusa. Una perdita grave. La “politica” che non mi sorprende ha deciso che doveva lasciare. Non venitemi a spiegare mozioni o alleanze sui contenuti di una mozione. Ve ne prego. Risparmiatemi questa triste parodia sul bene comune, sugli equilibri da garantire. Siamo seri, cerchiamo di essere “anche” cittadini.
Avete sbagliato. Tutto qui. Avete dimostrato che certa “politica” non riesce a ragionare con la libertà della gente. Siete schiavi delle prossime elezioni; quali esse siano. Avreste dovuto parlare ed ascoltare le persone. Avreste dovuto essere “anche” cittadini, per una volta. Non è difficile, ve lo assicuro. Ma a chi sto parlando? Al sindaco? Ai consiglieri? A qualche pezzo di un partito? A movimenti cittadini? Parlo a tutti. Parlo perché tra cittadini le cose ce le dobbiamo dire. Ammettere che abbiamo anche sbagliato. Ammettere che lungo la nostra vita possiamo, a volte, anteporre le nostre esclusive esigenze o ambizioni ai reali bisogni di una comunità. Sì, una comunità. Quella che sono riuscito a trovare in questi ultimi tre anni. Ho capito che anche Siracusa può essere comunità. Può incontrarsi, conoscersi, litigare, progettare, sognare, osare: fare! Sì, non dico sia tutto merito di Valeria Troia; forse tutto e tutti noi abbiamo cospirato perché ciò avvenisse.
Ma ho capito, da genitore incazzato investito pro tempore di un ruolo all’interno di un Consiglio di Istituto, che devo fidarmi anche del prossimo. Di chi, come me, pro tempore, cerca di occuparsi del bene comune.
E questo è accaduto. Questa amministrazione mi ha dato l’opportunità di essere “anche” un cittadino oltre che un genitore e un giornalista preso dai problemi del suo lavoro. Non so cosa augurare al successore. Auguri, soprattutto. Non vorrei essere nei suoi panni e non esagero. Un consiglio glielo voglio dare, se mi permette. Da cittadino a cittadino. Che da subito incontri la comunità educativa di questa città: nessuno escluso. L’unico a restare isolato, in caso contrario, sarebbe soltanto lui o lei, non so ancora.
Per il resto conservo questi tre anni come un autentico patrimonio personale. Un patrimonio di idee, di conoscenze, di abbracci, di progetti, di tempo speso per questa città. Insieme a Valeria e a centinaia di persone. Tutti liberi. Ancora di più oggi. E un insegnamento me lo porto. Da cinquantenne rompipalle quale sono, una cosa l’ho imparata: la “politica” che sorprende esiste. L’ho sperimentata con chi oggi non è più l’assessore alle Politiche scolastiche di Siracusa. Ad maiora (ma proprio a tutti)”.
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