L’associazione di promozione sociale DRACMA (Difesa Recupero Ambiente Cultura Monumenti Archeologia) lancia un nuovo allarme sulla gestione del Parco Archeologico di Siracusa, chiedendo maggiore trasparenza e chiarezza su affidamenti, spese e procedure amministrative.
In un documento diffuso l’11 novembre e firmato dal presidente Giovanni Di Lorenzo, l’associazione riferisce di aver ottenuto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) risposte a un accesso agli atti riguardante le attività del Parco. Dai documenti emergerebbero — secondo DRACMA — cinque rilievi formali relativi a procedure gestionali e di gara.
Nel mirino dell’associazione anche la replica del direttore del Parco, Carlo Bennardo, che l’ANAC avrebbe successivamente respinto. “Dalla risposta ai rilievi — si legge nel testo — il Parco fornisce informazioni non corrette sul contratto del precedente concessionario e sulla revoca dello stesso, che non sarebbe mai avvenuta”.
L’associazione contesta inoltre la determina n. 346 del 31 ottobre 2025, con cui è stata indetta una nuova gara: secondo DRACMA, il provvedimento non menzionerebbe il procedimento ANAC che aveva “consigliato” il ritiro del precedente bando, e ciò potrebbe rendere l’atto “viziato”.
“Se in un atto pubblico vengono affermate circostanze false — aggiunge l’associazione — potrebbero emergere profili penalmente e contabilmente rilevanti”.
Per questi motivi, DRACMA ha comunicato di aver trasmesso la documentazione alla Magistratura ordinaria e alla Corte dei Conti, affinché venga fatta piena luce sui fatti.
Nel documento vengono sollevati anche dubbi sugli affidamenti diretti, sulle spese sostenute per eventi e spettacoli, tra cui la recente stagione all’Ara di Ierone, e sulla scelta del direttore artistico, definita “poco trasparente”.
L’associazione lamenta inoltre la mancanza di dati aggiornati sui visitatori e il costo del biglietto d’ingresso, “tra i più alti d’Italia”, a fronte di “percorsi chiusi e mostre temporanee affidate senza gare pubbliche”.
A preoccupare DRACMA è anche il silenzio delle istituzioni regionali: “La politica sembra non accorgersi di nulla — scrive Di Lorenzo — e preferisce non sapere quanto e come si è speso”. Un quadro che, secondo l’associazione, riflette un problema più ampio: “L’abuso della discrezionalità amministrativa e la mancanza di controlli possono minare la credibilità della gestione dei beni culturali in Sicilia”.
DRACMA annuncia di voler continuare a vigilare e di attendere la risposta all’ulteriore richiesta di accesso documentale presentata al Parco Archeologico.“Serve un’operazione di trasparenza – conclude il presidente Giovanni Di Lorenzo – per restituire ai cittadini e ai visitatori un quadro chiaro di quanto accaduto e di ciò che continua ad accadere da tre anni a questa parte”.
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