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Siracusa, “lavoratori Gemar nel limbo”: il comitato “Insorgiamo per il futuro” sollecita Tribunale e curatore fallimentare

A seguito dell'inchiesta della Procura i lavoratori oggi si trovano senza lavoro, senza stipendio e senza la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali

I 60 lavoratori dei supermercati Gemar sono rimasti senza lavoro, senza stipendio e senza ammortizzatori sociali da quando è stato dichiarato il fallimento della loro azienda, con tanto di sigilli posti dalla Guardia di Finanza di Siracusa, nell’ambito dell’inchiesta della Procura.”

A dirlo è il comitato “Insorgiamo per il futuro” composto da Fiom Cgil Siracusa, Sinistra Italiana, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Casa Rossa che entrano nella vicenda che ha riguardato i lavoratori a seguito dell’indagine della procura aretusea. La scorsa settimana, inoltre, il Tribunale del Riesame di Siracusa ha dichiarato l’illegittimità del sequestro delle somme operato dalla Guardia di finanza di Siracusa ai fratelli Barcio nell’ambito dell’inchiesta promossa nei loro confronti. Ma il punto per il comitato non è tanto la gestione dell’azienda, ma l’attuale limbo in cui sono imbottigliati i dipendenti dei punti vendita.

Per “Insorgiamo per il futuro”, infatti, le disposizioni vigenti in materia di tutela del rapporto di lavoro, si scontrano con la disciplina prevista in materia concorsuale – la prima rivolta alla tutela del lavoratore quale parte debole, la seconda tesa a tutelare gli interessi dei creditori e della massa fallimentare, generando una delicata situazione in cui, lavoratori che non hanno svolto alcun ruolo di concorrenti in presunti illeciti, pagano il prezzo di un buco normativo che li “blocca” in una condizione di disagio senza stipendio, senza poter accedere agli ammortizzatori sociali e senza speranza di rientrare al lavoro.

Ma al danno si aggiunge la beffa – si legge nella nota del comitato -, poiché rischiano di rimanere in tale condizione fino a quando il curatore fallimentare, nominato dalla Procura, non avrà terminato di predisporre gli atti consequenziali. Il caso Gemar, scoppiato oggi, insieme a quello Bpis, scoppiato nel dicembre del 2020, ci ricordano che in Italia registriamo il vuoto normativo di un’azione giudiziaria che in un’ottica di responsabilità sociale dovrebbe porsi l’obbiettivo di circoscrivere le responsabilità evitando quanto più possibile effetti collaterali su terzi incolpevoli come i lavoratori. Ma il tempo non è neutro per lavoratori che da mesi vivono abbandonati dalle istituzioni e impossibilitati a fare fronte ai mutui, ai prestiti, alle bollette di luce e gas e ai bisogni quotidiani delle famiglie. È inaccettabile che ancora oggi in un paese come il nostro accada questo! Il comitato “Insorgiamo per il futuro” sente il dovere di esprimere con forza la piena e totale solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori Gemar, agli ex dipendenti Bpis e a quanti vivono una tale condizione.”

Il comitato sollecita quindi il Tribunale e il curatore fallimentare a farsi carico dei bisogni e delle necessità delle lavoratrici e dei lavoratori impegnandosi a chiudere l’iter burocratico entro pochi giorni, così da permettere loro di accedere agli ammortizzatori sociali e, in prospettiva, di essere riassorbiti in una nuova azienda.

Riteniamo infine necessario impegnarci nella elaborazione di una proposta di legge che con misure straordinarie tuteli i dipendenti delle aziende fallite, colmando il vuoto normativo esistente – conclude -. È nostra intenzione avviare una raccolta firme allo scopo di supportare questo lavoro, nell’esclusivo interesse delle lavoratrici e dei lavoratori italiani coinvolti nei fallimenti aziendali.”


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