La Giornata della Dante 2026, promossa dal Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri e ospitata nel Salone di rappresentanza di Palazzo Vermexio, è stata dedicata al tema dell’intellettualità femminile nell’Italia postunitaria e al contributo delle donne alla costruzione dell’identità culturale nazionale.
Ad aprire l’incontro è stata la presidente del Comitato, Mariateresa Mangano, che ha ricordato la missione della Società Dante Alighieri nella diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. L’italiano, ha sottolineato, non è soltanto un patrimonio da custodire, ma una realtà viva, capace di creare dialogo, integrazione e ponti tra culture diverse.
Prendendo spunto dal titolo Le donne d’intelligenza, la presidente ha proposto una lettura originale dell’Italia nata dopo l’Unità. Mentre il nuovo Stato era impegnato nel difficile compito di “fare gli italiani”, prendeva forma anche il processo che avrebbe contribuito a “fare le italiane”. La diffusione dell’istruzione elementare e delle scuole normali femminili consentì infatti a molte donne di accedere alla formazione e alla professione di maestra, una delle prime attività intellettuali femminili diffuse su scala nazionale e un importante strumento di autonomia personale.
A questo cambiamento contribuirono anche lo sviluppo dell’editoria, la crescita della stampa periodica, l’urbanizzazione e la nascita di associazioni culturali. Le donne iniziarono così a conquistare nuovi spazi di espressione e partecipazione, maturando una crescente consapevolezza del proprio ruolo nella vita culturale del Paese.
Su questi temi si è soffermata la professoressa Gabriella Alfieri, Accademica della Crusca e tra le più autorevoli studiose della lingua italiana. Attraverso il progetto di ricerca Lo Scrittoio delle Donne, la relatrice ha riportato all’attenzione figure femminili spesso trascurate dalla storiografia letteraria, evidenziando come la scrittura delle donne sia stata a lungo relegata alla sfera privata e sentimentale.
Con l’espansione dell’industria editoriale emerse invece una nuova generazione di giornaliste, traduttrici, divulgatrici e scrittrici, le cosiddette “operaie della penna”. Tra le protagoniste ricordate Cristina di Belgioioso, sostenitrice dell’educazione femminile, Anna Franchi, impegnata nella difesa dei diritti delle donne, Paola Lombroso, figura di riferimento della divulgazione scientifica e dell’educazione infantile, e Neera, interprete di una visione più tradizionale ma centrale nel dibattito culturale dell’epoca.
Pomeriggio arricchito da arie tratte da Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, autore che seppe rappresentare con straordinaria sensibilità l’universo femminile. Le giovani interpreti Martina Avagliano e Giada Fichera, guidate dalle professoresse Mirella Furnari e Rita Patania e accompagnate al pianoforte da Annalisa Mangano, hanno proposto un percorso musicale dedicato alla complicità tra la Contessa d’Almaviva e Susanna, simbolo di una solidarietà femminile capace di superare le differenze sociali.
