Siracusa, le “mie verità” in Consiglio comunale: tra accuse politiche e un solo punto rinviato a oggi

Consiglio interamente dedicato agli interventi con gran parte dei consiglieri che ha fornito una propria versione dei fatti e con il sindaco che in chiusura ha nuovamente dichiarato di non volersi dimettere

Sarà il consiglio comunale meno produttivo ma il più importante dal punto di vista politico“. Le parole del consigliere comunale Salvatore Castagnino non potevano essere mai così azzeccate. Perchè quello andato in scena ieri è stato un Consiglio comunale ricco di spunti politici ma che, incredibilmente tornerà ad aggiornarsi stasera per discutere l’ultimo punto all’ordine del giorno rimasto in sospeso dopo le due sedute precedenti.

Insomma, ieri buona parte dei consiglieri si è tolta qualche sassolino dalle scarpe, fornendo proprie e parziali verità, e alla fine, come sarebbe dovuto invece accadere quel nefasto 8 novembre, sono tutti andati via facendo venir meno il numero legale. Insomma, oggi si torna in aula (di nuovo) avendo detto tutto ciò che si doveva (e che non si doveva) dire. Perchè se Reale e Castagnino hanno motivato il proprio dissenso alla legge regionale, affermando di volerla impugnare contestando il provvedimento di scioglimento, allo stesso tempo hanno risposto che il proprio “no” al consuntivo era ben motivato da una bocciatura politica all’amministrazione Italia.

L’intervento di Reale ha avuto quasi il senso di un’arringa, un voler vedere chi dopo di lui (che apriva le danze degli interventi) gli avrebbe offerto sponda. E Castagnino lo ha fatto con tanto di stretta di mano finale. Una stretta di mano e due interventi – quelli di Reale e Castagnino – non digeriti da Favara, che, non appena presa la parola è stato un fiume in piena contro tutto e tutti. Il consigliere di “Amo” è stato forse l’unico ad ammettere l’errore politico nel bocciare il bilancio e nel far sì che il Consiglio venisse sciolto, ma è andato oltre parlando di ipocrisia politica e raccontando alcuni “retroscena” del post voto, compresi vani tentativi per salvare l’assise.

Il M5S dal canto proprio ha chiesto nuovamente al sindaco di dimettersi, ma quest’ultimo, che è intervenuto per replicare e chiudere gli interventi, a chiare lettere ha dichiarato di non averne la minima intenzione, volendo proseguire il proprio operato per “il bene comune”.

Insomma, tanta politica e tante promesse di volersi ricandidare anche alle prossime elezioni. A prescindere da quando saranno. A prescindere da quel pasticcio compiuto l’8 novembre. Oggi si torna in aula e forse si discuterà quell’ultimo punto rimasto in sospeso tra mille parole e pochi fatti. Proprio come annunciato da Castagnino.


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