C’è ancora tempo fino a lunedì prossimo, 18 gennaio 2010, per visitare “Le Sirene”, la mostra di Milena Prestia allestita all’Antico Mercato di Siracusa. Un’occasione per entrare in contatto con l’universo dell’artista e con la sua idea di mare, così lontano fisicamente ma fortemente radicato nella memoria sensoriale, che evoca fiabesche figure nascoste tra le increspature di quella distesa azzura che è il Mediterraneo, che è anche e sopratutto il mare di Siracusa.
E’ emerso infatti dal vernissage della mostra di Milena Prestia – organizzato dal Centro Antiviolenza la Nereide Onlus, nella persona della presidente Adriana Prazio – come il progetto artistico dell’autrice nasca dal suo ricordo di una bellissima isola, Ortigia, cantata dal Mito, dove il mare nasconde le melodie della storia: le sue Sirene si muovono in uno spazio incantato, quel Mediterraneo che segna cultura e confine. Un Mare Nostrum, dove il sogno si coniuga alla cultura antica, dove la fiaba si narra nel canto di un Mito. L’idea di mostrare ai siracusani la sua idea del Mare, quel mare che la Prestia non vede più nella sua quotidianità, vivendo in Toscana, si configura come un gesto di Amore per la sua terra d’origine.
“Nella mitologia greca le Sirene sono metamorfosi marine, metà donne e metà uccelli – ha detto Michele Romano, curatore della mostra – che infatti si librano nell’aria e volteggiano negli abissi del Mediterraneo. Sono essenze di un canto ancestrale, e nelle opere di Milena Prestia mostrano la complessa trasmutazione dell’essere donna-pesce, libera nel suo agire e alla ricerca di un policromia dell’Anima”.
Dopo aver frequentato il Liceo artistico di Firenze, Milena Prestia si è diplomata alla Scuola di Fumetto e Comics di Firenze e successivamente alla Scuola di decorazione pittorica a Bologna. Dopo questa esperienza ha lavorato con le riproduzione d’autore ad olio – in prevalenza nature morte di scuola fiamminga – con il trompe d’oeil, le decorazioni murali, su legno e stoffa, dedicandosi anche all’illustrazione di fiabe.
Dal 2000 l’artista ha scelto l’esperienza autobiografica: “Ho scelto l’ambiente e l’habitat naturale, la mia storia familiare, le mie radici l’isola e il mare – dice Milena Prestia – e come soggetto principale la donna che vive in realtà acquifere, al sicuro da voci e da rapporti che possono influire, distogliere e violare la ricerca di se stessi. Queste Sirene sono quindi i miei sogni, i miei urli di gioia, di amore e di liberazione”.