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Siracusa, Lealtà (a tempo) e Condivisione dice no all’Italia bis. Tra rimpasti e sogni tricolori si scalda l’ultima parte di sindacatura

Ed ecco che dopo mesi di attesa, fughe in avanti e dietrofront, franchi tiratori e colombe della pace, “minacce” (politiche) e strategie, il rimpasto al Comune di Siracusa è… nuovamente rinviato. Ma ci sono alcune certezze

Non c’è nulla di ufficiale e nulla è ancora certo, ma Lealtà e Condivisione ha detto no a un Italia bis se la scelta deve esser fatta adesso. Magari ora usciranno “veline” che parleranno di “visione diversa su come andare avanti in questo ultimo scorcio di amministrazione”, probabilmente utilizzando altre parole. Ma la verità è che se la conditio sine qua non per proseguire insieme è quella posta dal sindaco Italia (cioè il sostegno alla sua ricandidatura), L&C non ci sta. Come aveva peraltro già anticipato a settembre.

E non ci sta per due motivi: uno riguarda la vicinanza al Partito democratico anche di alcuni suoi esponenti, fatto che lega movimento e partito a doppio filo; l’altro sta nel fatto che dentro il movimento presieduto dall’ex vice sindaco Giovanni Randazzo non è stata ancora scartata l’ipotesi di un candidato tutto di Lealtà, l’assessore Carlo Gradenigo, su cui pare si punti per bissare il buon risultato di 3 anni e mezzo fa.

Al momento, però, sembra che nessuno abbia una strategia politica chiara e gli errori di comunicazione si susseguono: i maggiori esponenti di L&C oggi hanno letteralmente spento i telefoni, sinonimo di scarsa capacità politico-comunicativa, non riuscendo a prendere una decisione netta. Anche il sindaco Italia si è chiuso nel silenzio e adesso ha di nuovo il cerino in mano e dovrà decidere se tenersi assessori a tempo o isolarsi sempre di più, ma obbligare gli alleati a restare tali solo in una visione futura appare una mossa disperata e perdente. Peraltro mancano ancora quasi 2 anni, può succedere di tutto, e la politica – si sa – non è proprio l’esempio della parola data e mantenuta. Ad ogni modo, il sindaco è stato abbandonato prima da Fabio Moschella, poi da Italia Viva dell’ex amico Giancarlo Garozzo, quindi dal Partito democratico (o parte di esso, ma il Pd merita sempre un discorso a parte) e oggi anche da Lealtà e Condivisione sembra voler prendere le distanze.

Ed ecco che dopo mesi di attesa, fughe in avanti e dietrofront, franchi tiratori e colombe della pace, “minacce” (politiche) e strategie, il rimpasto al Comune di Siracusa è… nuovamente rinviato.

Ci sono almeno tre certezze: Enzo Pantano (per accordi pre elettorali con la lista FuoriSistema 2023, dovrebbe prendere il posto di Sergio Imbrò), Concetta Carbone (vicepresidente Cda dell’Area marina protetta del Plemmirio, esponente di Azione) e Andrea Firenze (figlio di Gaetano, colomba della pace dentro quella parte di Pd che vuole restare con Italia, targata Giuca-Cutrufo, che crede in questa amministrazione). E poi c’è l’alleato dei sogni: quel Fabio Granata che alcuni non vogliono ma che crede nell’Italia bis forse più di Italia stesso.

Se la prima Giunta era palesemente tecnico-politica anche a seguito di larghi accordi pre elettorali, successivamente la sfera politica a sostegno dell’amministrazione si è allargata in maniera inversamente proporzionale al numero di partiti e movimenti inizialmente pro sindaco con la bicicletta. Che a questo punto dovrà pedalare parecchio per ottenere la riconferma


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