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Siracusa, l’ex carcere Borbonico è stato venduto: diventerà un hotel

Asta aggiudicata alla società Tes, che adesso dovrà recuperare la struttura fatiscente e, dopo averla ristrutturata, potrà utilizzarla quale struttura ricettiva

L’ex carcere Borbonico è stato ufficialmente venduto per 3,8 milioni di euro. Più volte messo all’asta tra i beni dell’ex Provincia regionale di Siracusa, lo storico immobile in Ortigia è stato aggiudicato alla società Tas che adesso dovrà recuperare la struttura fatiscente e, dopo averla ristrutturata, potrà utilizzarla quale struttura ricettiva.

Un hotel quindi, probabilmente di alta fascia considerato l’investimento. Il privato ha firmato un contratto che prevede quale priorità la messa in sicurezza, indispensabile per consentirne il dissequestro dopo oltre 3 anni.

Era il febbraio del 2021, infatti, quando “a casa cu n’occhiu” (la casa con un occhio), subì la misura preventiva perché secondo gli inquirenti era a rischio crollo e per “lo stato di abbandono dell’immobile e il grave deterioramento determinato dalla persistente omissione dei lavori necessari alla sua messa in sicurezza e dell’adozione di qualsivoglia provvedimento volto a evitarne il degrado”. L’Organismo di liquidazione, presieduto dal prefetto Filippo Romano, ha quindi accettato la proposta dell’azienda convinto che solo in questo modo si potranno risollevare le sorti di una struttura che si ammalora giorno dopo giorno.

E che negli ultimi tempi è tristemente balzata agli onori della cronaca più per essere diventato deposito incontrollato di rifiuti e luogo per rapporti intimi… poco intimi, che per la sua bellezza e storicità.

Realizzato tra il 1849 e il 1854, il monumento è chiuso al pubblico dal terremoto di Santa Lucia a dicembre del 1990.

Si è parlato per parecchio tempo della possibilità di utilizzarlo come contenitore culturale, ma questa opzione non è economicamente sostenibile per i privati e il pubblico ha dimostrato negli anni di non avere le risorse e le competenze per poterlo fare. Poi si è pensato di utilizzarlo come alloggi per studenti universitari, ma anche in questo caso l’idea di ristrutturarlo era fin troppo onerosa per l’Università. E allora l’unica possibilità, dove non arriva il pubblico, è sempre il privato.


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