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Siracusa, licei e scuole superiori si preparano al rientro tra fiducia e paura

Il rientro per le scuole superiori è stato fissato per giorno 8 febbraio

C’è entusiasmo e un pizzico di paura tra i corridoi degli istituti superiori che, dall’ 8 febbraio, torneranno a popolarsi di studenti. In ritardo sulla tabella di marcia rispetto alle altre regioni, la Sicilia rilancia le lezioni in presenza per i più grandi 7 giorni dopo rispetto al resto d’Italia.

Lunedì scorso la campanella è suonata per le classi seconde e terze medie, in Dad nei giorni passati in virtù della zona rossa, mentre per licei e istituti professionali l’atteso “drin” è stato fissato per la settimana prossima, così come stabilito dal governo regionale. E mentre nello Stivale le lezioni da dietro un pc sono solo un ricordo, nell’Isola sono un triste presente mentre, parallelamente, fervono i preparativi  all’interno delle strutture scolastiche. Classi vuote, personale Ata che controlla gli ingressi e docenti vigilano perchè in aula sia tutto pronto per la ripartenza. L’organizzazione è uguale a quella di settembre, quando cominciò questo stranissimo anno scolastico.  “Ingressi a orari sfalsati, ricreazione a turni, gel igienizzate all’ingresso e mascherine obbligatorie per tutti e in ogni spazio – spiega Pietro Cavallaro, vicepreside del liceo polivalente M. F. Quintiliano di Siracusa – La novità sono i banchi monoposto che sono arrivati solo nel mese di novembre”.

Eppure l’atmosfera è diversa rispetto allo scorso autunno. Prima c’era solo voglia di riprendersi quello che il virus aveva sottratto al mondo della scuola, ma adesso c’è anche un velo di paura dettato probabilmente dal virus che, in qualche caso, si è infiltrato tra i banchi (come ci insegna la cronaca). Anche se, proprio Cavallaro, tiene a precisare che il rischio del contagio è più alto poco fuori dalla scuola, e non tanto davanti i cancelli, ma sui bus che portano gli alunni a scuola. “Saranno incrementate le corse” – continua il vicepreside. Una rassicurazione però che non appaga tutte le preoccupazioni soprattutto tra i dirigenti sui quali si fa sentire il peso delle lamentele di studenti, genitori, personale Ata e docenti. Malcontenti che adesso devono lasciare spazio alla ripartenza nella speranza che quella campanella possa suonare ancora, ancora e ancora.


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