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Siracusa, l’interdittiva antimafia a Tech: “provvedimento ingiusto e illegittimo”

La società manifesta il timore che l’annunciata nomina dei commissari straordinari per la gestione di tutti gli appalti messi in piedi dall’impresa, rischia di "vanificare anni di lavoro"

Ha subito ritenuto “illegittima” l’interdittiva antimafia ricevuta, annunciando di voler impugnare l’atto davanti l’autorità giudiziaria competente e ribadendo la propria correttezza nell’operato. Il giorno dopo, Tech servizi srl conferma di voler contrastare davanti ai Tribunali della Repubblica un provvedimento che ritiene “ingiusto ancor prima che illegittimo“. E allo stesso tempo manifesta il timore che l’annunciata nomina dei commissari straordinari per la gestione di tutti gli appalti messi in piedi dall’impresa, rischia di “vanificare anni di lavoro impiegati per raggiungere elevati livelli di efficienza tecnica e imprenditoriale”.

Per tutta una serie di motivazioni, il prefetto Giusi Scaduto ritiene che il rapporto tra criminalità organizzata e Tech configurerebbe una minaccia per la sicurezza pubblica e un pericolo per lo Stato e per questo motivo ha deciso di emettere l’informativa con cui si revocano tutti i provvedimenti liberatori rilasciati in precedenza, negando l’iscrizione della società nell’elenco fornitori.

La Tech, azienda che da anni opera nei settori dei lavori e servizi pubblici oltre che nel mercato privato dei noleggi e delle manutenzioni, nel corso del tempo ha maturato una grande esperienza e un cospicuo consolidamento finanziario che le hanno consentito di soddisfare decine di clienti pubblici e privati e di acquistare un posizionamento prestigioso. Per questo non ci sta alla ricostruzione della Prefettura che, tra le contestazioni, ha messo in dubbio la correttezza nell’incremento del volume d’affari dai 6 milioni di euro nel 2008 a quasi 43 milioni nel 2018.

“Con innumerevoli sforzi l’azienda è stata in grado di effettuare cospicui investimenti e di assicurare un’occupazione lavorativa stabile a decine di dipendenti e tutto ciò in un contesto sociale all’interno del quale, pur non essendo facile operare con una certa continuità, l’impresa ha cercato anche di sostenere numerose attività sociali – si legge in una nota – Nessuna meraviglia, pertanto, che per i volumi trattati e le dimensioni raggiunte Tech sia stata oggetto di attenzione da parte di organi investigativi con i quali l’azienda ha sempre collaborato nello spirito di volere contribuire al rafforzamento della legalità. Negli ultimi anni l’azienda ha sempre ricevuto una valutazione positiva da parte degli organi  prefettizi ed è stata iscritta con continuità fra i fornitori di fiducia della pubblica amministrazione (White List)”.

Anche per tali ragioni la Tech ha appreso con disappunto dell’iniziativa della Prefettura di Siracusa che ha emanato un’informativa antimafia negativa “fondata esclusivamente su fatti e circostanze prive di rilievo e già oggetto di approfondite indagini negli anni precedenti – conclude – Ancora una volta uno strumento legislativo che, a prescindere dalla buona fede di chi deve farne applicazione, si regge solo su ingiustificabili sospetti e indimostrabili illazioni colpisce un’impresa siciliana solida, florida, i cui organi sociali possono vantare una fedina penale immacolata”.


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