Politica

Siracusa, “lnvitiamo ’Amministrazione Comunale al ritiro in autotutela del Bando di esternealizzazione impianti sportivi”

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Rieviamo e pubblichiamo  integralmente la nota  di Alberto Palestro, Capogruppo Forza Del Sud al Consiglio Comunale di Siracusa.

“Per buona pace di tutti, anzi di qualcuno ma, forse di nessuno, sono stati pubblicati a cura dell’Amministrazione Comunale i bandi per l’esternalizzazione degli impianti sportivi periferici di calcio.

Dopo anni e anni di polemiche, di incontri, di chiacchiere spesso fuori luogo, mai di proposte serie e concrete, come spesso accade nel nostro paese Italia, è stato partorito dalla Politica litigiosa un topolino che non può che fare il male dello sport c.d. “minore”.

Ancora una volta una scelta che probabilmente non riuscirà a soddisfare le esigenze della collettività e rischia di generare un caos che forse tornerà “comodo” a pochi. E’ stato disatteso un atto di indirizzo del Consiglio Comunale (che Forza Del Sud non ha mai condiviso) per la gestione pubblica degli impianti sportivi; e’ stato ignorato un altro autorevole indirizzo ufficialmente prodotto dal CONI Provinciale, ovvero il massimo esponente tecnico competente in materia, con il quale forniva interessanti spunti all’Amministrazione comunale a tutela dello sport in generale ma considerava opportunamente le meritocrazie conquistate sul campo e nel tempo da parte delle società sportive.

E’ stata ignorata l’esigenza delle società di calcio dilettantistiche maggiormente rappresentative sul territorio che andrebbero invece tutelate dall’Amministrazione Comunale in un momento di crisi e di difficoltà sociale e che danno sfogo a tanti giovani che si cimentano nello sport più popolare dell’universo; E’ stata, ancora una volta, ignorata la legge 289/02 a vantaggio delle società sportive dilettantistiche, preferite, rispetto ad altre tipologie di società di servizi, per la gestione diretta di impianti sportivi, addirittura affidabili per mezzo di Convenzioni (come nel caso del De Simone opportunamente affidato al Siracusa Calcio).

Cosa fa il Sindaco? Decide di proporre un bando che, in barba alla tutela delle società sportive dilettantistiche del proprio territorio (che meriterebbero sicuramente più considerazione) ed a tutto quanto già premesso, consente anche ad una impresa…….. per la coltivazione dei pomodori e/o delle patate di partecipare ai bandi, purchè nello statuto abbia inserito la “gestione di impianti sportivi” (ipotesi quanto mai probabile per tante aziende o società di servizi originariamente sorte con varie finalità).

La cosa più incredibile e ridicola sta nel fatto che lo stesso bando prevede, a parità di offerta economica più vantaggiosa, che la nomina della società vincitrice sarà decretata dal sorteggio.

Assurdo, neanche in questa ipotesi valgono i meriti sportivi dei partecipanti che saranno, in questo caso, equiparati (con tutto il rispetto, ma parliamo d’altro) alla coltivazione del pomodoro o delle patate. Chissà se qualche azienda agricola non sta pensando di poter proporre in seguito il cambio di destinazione d’uso di alcuni campi di calcio in terreni più fertili per la coltivazione di ortaggi, viste le attuali condizioni di stato e di fatto in cui versano.

Caro Sindaco sei proprio autolesionista, secondo te stai operando nel modo più giusto possibile? Contro il C.O.N.I.; Contro le maggiori società sportive calcistiche della tua città; Contro la legge 289/02. Proprio contro tutti, tranne con chi ti ha fatto fare questa scellerata scelta.

Riteniamo, tuttavia, che neanche chi ha indirizzato la vicenda in questi termini possa ritenersi soddisfatto della presunta “conquista”. Il bando ed il relativo capitolato, infatti, prevede una serie di obblighi che se, da una parte consentiranno (apparentemente), all’Amministrazione Comunale di “risparmiare”, dall’altra “rischia” di uccidere letteralmente le poche (pazze) società sportive dilettantistiche rimaste nella nostra città (4-5) che ancora credono nei valori dello sport puro.

Tra i doveri per i prossimi gestori degli impianti ricadono: L’Acquisizione dell’immobile nello stato di fatto in cui si trovano gli impianti sportivi (quasi tutti in pessime condizioni generali); La consapevolezza che in tutti mancano le condizioni di agibilità; che le spese di Acqua, Luce, Gas, Metano, Pulizia, Interventi ordinari strutturali (pitturazione, sostituzioni e riparazioni di parti idrauliche, termiche, sanitari, suppellettili, arredamenti, lampadine, punti presa dell’impianto elettrico, ecc.) sono a carico della società gestore; che devono essere applicate le tariffe comunali (necessariamente sociali); effettuare una assicurazione fino a dei massimali per garantire gli utenti; inoltre, tutte le migliorie apportate all’impiantistica in concessione non saranno considerate per un eventuale prolungamento della gestione o  “riconosciuti” dall’Amministrazione Comunale per compensi o eventuali contributi per le società che lo hanno effettuato.

Viene veramente difficile far quadrare i conti e compensare tutte le spese previste, specie, con gli impianti sportivi ridotti in queste pessime condizioni strutturali, senza considerare il costo dell’offerta economica che i partecipanti dovranno corrispondere.

Il giusto equilibrio sarebbe stato una gestione diretta delle società sportive consolidate sul territorio, una compartecipazione importante alle spese e la garanzia di fruibilità per tutti i soggetti censiti al C.O.N.I. in relazione al volume delle attività federali svolte.

Riteniamo che in questa ipotesi l’acquisita esperienza e responsabilità delle associazioni, avrebbero garantito all’Amministrazione Comunale un servizio rientrante tra i propri doveri verso la collettività ed un sostegno alle associazioni sportive che spesso hanno dovuto sostituirsi dignitosamente alla mano pubblica.

Sentiamo di avere il dovere di invitare l’Amministrazione Comunale al ritiro in autotutela del Bando in questione, affinchè possa essere riproposta in altri termini decisamente più sensati ed obiettivi. In caso avverso, non possiamo che augurarci che la gara vada deserta per le difficoltà che le società sportive incontreranno nel caso di aggiudicazione o, nel caso di soggetti imprese, per l’antieconomicità dell’impegno, obiettivo di un imprenditore che non può pensare di ricavare utili da una operazione simile.

Le recenti polemiche sollevate sulla gestione della Cittadella dello Sport e della palestra Acradina, non sono state sufficienti a far riflettere il Sindaco. E’ nota a tutti ormai l’esperienza fallimentare del Complesso della Cittadella dello Sport da parte della Sogeas (soggetto imprenditore) che sta creando non pochi disservizi all’utente sportivo, nonostante la buona volontà dei propri dipendenti che lavorano lo stesso pur in assenza di stipendi da circa 10 mesi. Facciamo fatica a comprendere questo tipo di Politica autolesionista che il Sindaco Visentin sta ostinandosi a perseguire. Lo invitiamo ancora una volta a riflettere e rivedere le sue scelte che non porteranno molto lontano.