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Siracusa, lo scioglimento del Consiglio comunale. Reale propone un “Governo ombra” e la modifica (tardiva) della legge regionale

Oggi l'ex candidato a sindaco e consigliere si dice pronto, qualora ci possa essere ancora la possibilità, a firmare con gli altri 11 il ricorso

Una legge assurda, seppur all’interno della Costituzione, che ha mandato a casa il Consiglio comunale e lasciato un uomo solo al comando per un provvedimento bocciato. Un podestà, ha insistito Ezechia Paolo Reale durante la conferenza stampa di questa mattina, convocata per lanciare un appello a professionisti, volontari e terzo settore affinché si possa lanciare un “governo ombra” per la città.

“Un ottimo allenamento – ha detto Reale, riferendosi a chi possa essere interessato a un ingresso in politica – perché un solo uomo al comando fa sempre male, quindi un governo o Consiglio ombra con soggetti che possano essere da contraltare al podestà potrebbe fare bene alla democrazia tradita”. Perché sono passati mesi dallo scioglimento del Consiglio comunale, anni da quando quella legge assurda è stata approvata dall’Ars – oggi l’ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo ha ripercorso la genesi disconoscendone il contenuto – ma nessuno ha fatto un passo in avanti, almeno fino a oggi, per cambiarla.

“Nessuno si rende conto di cosa stia accadendo – ha aggiunto l’avvocato – grave per chi crede nei principi della democrazia che non ci sia consapevolezza. Gli 11 consiglieri comunali sono avamposto di una battaglia politica fatta da tutto il Consiglio comunale, hanno intrapreso un procedimento che condivido e le reazioni mi stupiscono visto che questa legge non esiste nemmeno nei peggiori regimi dittatoriali”.

E oggi l’ex candidato a sindaco e consigliere si dice pronto, qualora ci possa essere ancora la possibilità, a firmare con gli altri quel ricorso, “non un atto dovuto, ma una scelta politica di un sindaco podestà con il 18% delle preferenze, che prima ha “cancellato” i voti dentro le urne e poi mandato a casa i rappresentanti per aver esercitato diritto di voto – ha sottolineato Reale – Votando contro il bilancio abbiamo atteso una reazione da parte della Regione, ma non è avvenuto e hanno difeso quella legge cosiddetta “salva Orlando”, che servì solo per salvare il sindaco di Palermo. E non è vero, per il principio della conservazione degli atti amministrativi, che si sarebbe eliminato il rendiconto quindi non avremmo perso alcun finanziamento”.

È vero. La scelta del sindaco Italia di volersi difendere al Tar è più politica che giuridica, ma non è affatto vero che il Consiglio comunale si sia sacrificato per un atto che non doveva essere votato. Alcuni consiglieri, Reale su tutti, era pienamente cosciente di ciò che avrebbe comportato, ma certamente non tutti volevano andare a casa. Sono ormai note le sfuriate di alcuni leader (Vinciullo in primis) contro una decisione che ha portato l’opposizione fuori dall’aula e il sindaco da solo. Per un errore di “conteggio” e di numero legale.

Nel frattempo, Forza Italia – al Governo regionale e in maggioranza all’Ars – non ha mai presentato alcuna modifica a quella legge assurda. Così come Fratelli d’Italia. E i rappresentanti di entrambi questi partiti erano presenti durante la conferenza di oggi. Ma per amor del vero, la vicenda Siracusa non è stata da lezione per nessuno, neanche per l’opposizione a Palermo composta da Pd, 5 Stelle, Italia Viva.

Quindi il “sacrificio” del Consiglio non ha portato a nulla. E questo è veramente deprimente. Poi certo, la pausa annunciata dallo stesso Reale subito dopo la sconfitta al Cga è durata poco. Attorno a sé brandelli di un’opposizione che non riesce a trovare un nuovo leader con l’aggiunta dell’ex consigliere Franco Zappalà, oppositore interno alla maggioranza Italia. In pochi, veramente, credono nella vittoria al Tar o al Cga, questo appare più un tentativo di serrare le fila aspettando le prossime elezioni. Ma fuori dai denti, la situazione non è affatto così semplice: basti pensare che ad Augusta Fratelli d’Italia e Vinciullo andranno già su candidati separati. Se queste sono prove di unità, non ci sono belle speranze.


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