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Siracusa: lo scrittore testimone del suo tempo e l’etica del crimine, Dacia Maraini strega la platea di “Daedalus”

Quarto appuntamento ieri pomeriggio con il ciclo di conferenze “Daedalus percorsi giuridici, storici, filosofici, letterari”, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Siracusa. L’incontro ha visto la presenza della scrittrice Dacia Maraini, intervenuta sul tema: “Diritto e Letteratura, narrare i diritti umani”.

Ha moderato il dibattito l’avvocato Rita Siringo, consigliere e tesoriere del consiglio dell’Ordine forense. Sono intervenute: l’avvocato Lucia Sciacca, componente della commissione Accesso e formazione del Consiglio nazionale forense; e Simona Lo Iacono, magistrato e scrittore. Al tavolo dei relatori anche il presidente del consiglio dell’Ordine forense, avvocato Sebastiano Grimaldi.

“La letteratura si è sempre occupata di Diritti umani; lo scrittore è il testimone della propria epoca e quindi del modo di interpretare l’etica nel suo Tempo”. Attorno a questa affermazione della Maraini s’è svolto un dibattito di tre ore, davanti a oltre 500 persone. La scrittrice ha attraversato varie epoche, citando esempi in cui letteratura e diritto si sono incrociati: “Edipo Re. Prima che Freud ne facesse un’icona di psicoanalisi, è una vicenda che interroga sull’etica dei comportamenti umani, anche dei crimini. In Guerra e Pace c’è la tragicità della guerra: fino a che punto la legge può autorizzarla?”.

La Maraini, fortemente legata alla Sicilia, non poteva non approdare nella sua discussione a Leonardo Sciascia: “Con che forza, con quale dinamicità, Sciascia descrive la criminalità – ha affermato Dacia Maraini – è stato un grande cronista dell’etica”.

Nel suo intervento l’avvocato Lucia Sciacca ha posto anche l’accento su letteratura e linguaggio: “La lingua tecnica e burocratica è povera e piena di luoghi comuni – ha detto – leggere è un esercizio fondamentale”. Da questo spunto Dacia Maraini, ha aggiunto: “Leggere solletica l’immaginazione, che è la prima forma di partecipazione. Se non abbiamo la capacità di immedesimazione, anche nella sofferenza degli altri, non saremo mai in grado di capire gli altri”.

Simona Lo Iacono ha citato nel suo percorso diversi nomi della letteratura – Kafka, Dostoevskij, Ginzburg – accostando a ciascuno un articolo della Dichiarazione dei diritti umani. Numerosi anche gli interventi del pubblico in platea.


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