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Siracusa, lo spintone di Granata, il contestatore contro l’assessore: “era una messa in scena, non si può stare in silenzio” |L'opposizione: "dimissioni"

Il residente aggredito non chiede le dimissioni ma invita gli intellettuali siracusani a parlare: “siano loro a esporsi sulla vicenda, io controfirmo quello che diranno. Ci sono persone per bene a Siracusa e devono prendere una posizione”

Non voleva bloccare la conferenza ma chiedere – forse non garbatamente, è vero – quali interventi avesse fatto l’amministrazione comunale sul palazzo che diede i natali a Elio Vittorini e soprattutto sulla targa, pulita a suo dire con uno straccio imbevuto d’acqua e ricalcando le lettere. A parlare è Antonio Alfano, il residente di Ortigia contestatore durante la cerimonia di scopertura della targa in via Vittorio Veneto, spintonato poi dall’assessore Fabio Granata.

“Si è trattata di una messa in scena – questo il senso della contestazione – e sono stato bloccato perché è vero che si tratta di una proprietà privata, ma chi ha autorizzato il restauro? La sovrintendenza è a conoscenza di quanto è stato fatto o un amministratore pubblico può fare quello che vuole? Ho saputo che l’assessore Granata ha pagato i lavori, ma a questo punto voglio sapere quale ditta ha eseguito i lavori. Lui è un amministratore della cosa pubblica, qui si è intervenuto su un bene privato perché non si è ripulita solo la targa ma si è gettato del cemento sulla facciata”.

Una passerella, insomma, quando i problemi della via Vittorio Veneto sono ben altri. Vero è, però, che la politica è fatta anche da queste azioni, da inaugurazioni varie e scopertura targhe e lapidi. E che Granata si è impegnato negli anni alla valorizzazione dei personaggi e della cultura. In ogni caso Alfano non chiede le dimissioni ma invita gli intellettuali siracusani a parlare: “siano loro a esporsi sulla vicenda, io controfirmo quello che diranno. Ci sono persone per bene a Siracusa e devono prendere una posizione”.


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