Come ogni estate, la Capitaneria di Porto di Siracusa, oltre alle consuete attività di istituto, è coinvolto nell’operazione denominata “Mare sicuro” che, protraendosi da metà giugno sino a metà settembre, interessa in pieno la stagione balneare e si concretizza in un costante e giornaliero monitoraggio, effettuato in mare ed a terra, delle attività balneari, diportistiche e marittime in genere. L’attività consiste nel fornire assistenza e soccorso a persone e unità navali in pericolo di perdersi, e nell’effettuare controlli che riguardano una molteplicità di aspetti, dalla balneazione (stabilimenti balneari, bagnini, cartellonistica informativa, recinzione delle zone interdette) al diporto (verifica delle dotazioni di sicurezza, del rispetto dei limiti alla navigazione), dalla pesca sportiva e ricreativa (osservanza delle zone e degli orari in cui è consentita) alle tematiche ambientali (abbandono di rifiuti sul demanio
marittimo, o di recapito di reflui in mare), dai profili demaniali di sicurezza e gestione degli stabilimenti balneari alla tutela dei siti archeologici e delle aree marine protette.
In tali controlli la Capitaneria di Porto di Siracusa ed i suoi Uffici dipendenti di Portopalo di C.P., Marzamemi ed Avola hanno impiegato tre motovedette, 2 gommoni, 4 autovetture ed una media giornaliera di oltre 15 persone in uscite mattutine e pomeridiane (con punte di trenta unità nelle giornate di San Lorenzo e Ferragosto). Nella sola settimana di Ferragosto sono stati impegnati, a terra ed in mare, gli uomini ed i mezzi della Capitaneria non solo per il consueto monitoraggio delle attività balneari (dalle ore 09.00 alle ore 19.00), ma anche durante le notti di S. Lorenzo e Ferragosto, proseguendo il servizio prestato per poter fronteggiare eventuali emergenze dovute all’intensa fruizione notturna degli arenili.
Ed ancora, a seguire e senza soluzione di continuità, per lo sgombero, alle prime luci dell’alba, degli arenili da attendamenti, al fine di consentirne la pulizia alle ditte incaricate dai Comuni per una pronta fruibilità all’utenza balneare già a partire dalle ore 8. Dal 18 giugno ad oggi sono stati complessivamente effettuati oltre millecinquecento controlli di varia natura nelle materie sopra citate, prestando soccorso a 5 unità navali e salvando 20 persone in pericolo in mare; durante l’attività il personale ha svolto un’importante opera di sensibilizzazione che ha portato ad una maggiore consapevolezza dell’utenza balneare e diportistica, e, di converso, un minor numero di illeciti rilevati; considerato che proprio il mancato rispetto delle vigenti normative costituisce la principale causa di pericolo, il risultato ottenuto si ritiene di notevole significato.
A tal proposito riportiamo alcuni consigli sulle principali norme da rispettare per la propria ed altrui sicurezza, ricordando ai diportisti proprio il rispetto delle zone riservate esclusivamente alla balneazione, nonché delle regole di condotta della navigazione per evitare le collisioni in mare, sottolineando come il possesso ed il mantenimento in efficienza delle dotazioni di sicurezza prescritte a bordo possa non solo tornare utile ma addirittura salvare la vita in situazioni di emergenza. Rammentiamo ai bagnanti di verificare i tratti di litorale eventualmente interdetti (soprattutto per ragioni di cedimenti da erosione delle scogliere) e di rispettare gli orari previsti per la balneazione (dalle ore 09.00 alle ore 19.00) nonché le disposizioni impartite dai bagnini in caso di cattive condizioni meteorologiche; infine a chiunque voglia effettuare attività connesse alla balneazione di praticarle in conformità alla vigente disciplina e, soprattutto, facendo ricorso al comune buonsenso.
Infine, in materia di immersioni subacquee, attesa la delicatezza della pratica, si ritiene opportuno ribadire i principali accorgimenti da adottare, come verificare l’efficienza dell’attrezzatura (soprattutto se noleggiata) prima dell’immersione, utilizzare la boa di segnalamento subacqueo, immergersi in compagnia, rispettare le tabelle di decompressione, e non avventurarsi senza guida all’interno di grotte, utilizzando in ogni caso il cosiddetto “filo d’arianna” per poterne uscire a ritroso.
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