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Siracusa: lotta alla pesca abusiva di ricci di mare, appostamento della Guardia Costiera per sub trasgressore

Attività repressiva della Capitaneria di Porto di Siracusa nella mattinata odierna a contrasto della pesca abusiva dei ricci di mare. La sezione della “Polizia Marittima e Difesa Costiera” della Capitaneria, ha effettuato un’attenta attività di monitoraggio del litorale aretuseo, soffermandosi in particolare nella zona della “Tonnara di S. Panagia” più volte scenario della pesca abusiva dei ricci di mare.

A seguito della rilevazione di attività sospette, si è proceduto ad un paziente e lungo appostamento, durato oltre tre ore, tra la vegetazione di una scogliera a picco sul mare, monitorando la pesca di ricci effettuata da individuo in acqua, con la complicità di un altro individuo a terra con funzione di “palo”.  Gli uomini della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera hanno atteso che il pescatore sportivo riportasse a terra l’intero quantitativo di ricci di mare (poi risultati oltre mille a fronte di un massimo di cinquanta consentiti dalla legge), intervenendo quindi per l’identificazione del trasgressore e la contestazione dell’illecito.

I ricci di mare risultano pescati nella zona della Baia di S. Panagia, area interdetta alla pesca poiché interessata dal traffico navale mercantile che approda al terminale petrolifero ivi insistente. I ricci, ancora vivi al momento del sequestro, sono stati rigettati in mare nello stesso habitat di prelievo.

Rammentandosi che le sanzioni amministrative previste per tali infrazioni vanno da un minimo di duemila euro ad un massimo di dodicimila euro, oltre al sequestro di quanto illecitamente pescato, detenuto o commercializzato, nonché dell’attrezzatura utilizzata allo scopo, si invita la cittadinanza a diffidare dei prodotti ittici venduti al di fuori dei normali punti vendita a ciò autorizzati, ed anzi a segnalare potenziali attività illecite sulla filiera della pesca al numero blu 1530 (gratuito) o allo 0931/481011.


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