Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da Maria Grazia Cavarra, Presidente della circoscrizione del quartiere Ortigia:
“Via Cavour, via Roma, via Capodieci, Piazzetta San Rocco, via dell’Apollonion, sono state, chi prima e chi dopo, dichiarate “area pedonale”, contraddistinte da un inequivocabile cartello blu su cui è raffigurato un omino bianco.
La scelta delle aree pedonali, a mio avviso, ben si inquadra in un contesto come quello di Ortigia, ove, tra l’altro, per i motivi che ormai tutti ben conosciamo, non si attua una vera e propria ztl (degna di un centro storico). Le aree pedonali, danno un certo respiro al quartiere, creando zone sparse a macchia di leopardo in cui si può transitare e sostare senza rischiare di essere travolti da autovetture, ammirando e respirando l’aria dell’incantevole quartiere.
Favorevoli all’iniziativa (delle aree pedonali), i commercianti (anche se non tutti) che hanno i loro esercizi nelle vie interessate, si adoperano abbellendole, a proprie spese, con piante e scenografie, così come siamo abituati a vedere in tutte le città turistiche che andiamo a visitare.
Fin qui sembrerebbe tutto perfetto, sembrerebbe appunto. Il condizionale è d’obbligo. Il problema sta nel fatto che purtroppo tale segnale viene dai più ignorato. Autovetture e soprattutto motocicli, scorazzano indisturbati, tra lo stupore dei turisti e lo sconforto e la rabbia dei commercianti.
Proteste e foto sui social network, denunciano quotidianamente tale situazione, che in questi giorni caldi e di vacanza pesa ancor di più, stanziali e turisti sono infatti ancor più numerosi per le vie ortigiane.
Qualche giorno fa, in via Cavour, un artista di strada suonava un affascinantissimo strumento che aveva incantato tutti i passanti. Un’atmosfera purtroppo interrotta da auto e moto che salivano e scendevano per la via a intervalli di pochi minuti l’uno dall’altro. E’ stato mortificante vedere ad un certo punto l’artista che smetteva di suonare per ritirare il cappello con le monete posto innanzi a lui e chiedere al piccolo pubblico astante di spostarsi ai margini della strada per far transitare un furgoncino.
L’apposizione di un cartello, dalle nostre parti, purtroppo, non è sufficiente perché un divieto venga rispettato, occorre educare a questo, usando gli strumenti necessari“.
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