Una piccola frazione divisa in due, spaccata e ferita. Questa è Cassibile dove, oggi pomeriggio, si è animata una manifestazione spontanea davanti la baraccopoli che può arrivare ad accogliere circa 500 braccianti agricoli, tutti extracomunitari.
Da un lato c’è una potente umanità che chiede di essere ascoltata, e sono loro, gli extracomunitari, i braccianti agricoli che tutte le mattine si svegliano e vanno a lavorare i campi.Vengono da più parti dell’Africa, e così, in base alla provenienza, hanno organizzato il campo come unica casa alle porte di Cassibile. La casa che non è una casa, si direbbe. Sono due pezzi di plastica con una copertura di fortuna.
Dall’altra parte ci sono i residenti della frazione che vivono il disagio di dover convivere con una fetta di popolazione che è balzata più volte alla cronaca locale non certo per meriti. In mezzo ci sono sentimenti, umori e passioni che animano le due fazioni: la disperazione da un lato, la preoccupazione dall’altro. Ed ecco che, dopo un fatto di cronaca riportato questa mattina (un uomo che vagava nudo per via Nazionale), gli animi si sono riscaldati tanto da dare vita ad una manifestazione spontanea dei residenti dai toni accesi proprio all’ingresso della baraccopoli, poco prima delle tende.
Fuori da quel muretto che separa dalle tende un’emorragia di parole da parte dei manifestanti che chiedono di smantellare la struttura. Dentro, oltre il muretto, la situazione è totalmente diversa. Il campo è quasi deserto, regna il silenzio e il senso di precarietà di uomini che hanno lasciato la propria terra per guadagnare da vivere e, a volta, per scappare dalla guerra.
Non vogliono rimanere lì, non vogliono vivere in accampamento tutta la vita, ma al momento si sentono incastrati. Sentimento uguale, ma per motivi diversi, anche per i residenti di Cassibile che da anni lamentano una condizione molto difficile di convivenza.
Tutti chiedono risposte all’Amministrazione comunale. “Abbiamo larghe rassicurazioni da parte della Regione siciliana – commenta Rita Gentile, assessore alle Politiche comunitarie – Ma ad oggi non abbiamo notizie certe di accreditamento”.
Da anni si parla di un mini villaggio che potrebbe accogliere gli extracomunitari, ma questa potrebbe essere una soluzione non definitiva (possibilità ancora non concreta). Il motivo è presto detto: in queste casette avrebbero accesso solo coloro che hanno i documenti in regola, gli altri rimarrebbero fuori.
“La possibilità che nasca un’altra baraccopoli abusiva accanto al villaggio legale è reale – continua Gentile – Il problema abitativo deve essere necessariamente risolto insieme a quello del caporalato”.
Ad oggi questo fenomeno, però, esiste. E bisogna capire come affrontarlo. Il sindaco Francesco Italia, questa sera, incontrerà una delegazione dei residenti di Cassibile. Prossimo aggiornamento a domani. Stanotte il silenzio e il senso di precarietà continuerà a rimbombare dentro e fuori la baraccopoli.
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