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Siracusa, Marziano sulla riforma delle Camere di Commercio: “la Regione definisca un sistema che non penalizzi alcun territorio”

Marziano afferma di essere convinto che in Regione, si possa arrivare a una definizione del sistema che, tenendo autonome le Camere di Commercio delle tre città metropolitane, possa trovare una definizione razionale per le altre sei province siciliane

“L’emendamento approvato in Parlamento che ridà la possibilità alla Camera di Commercio di Siracusa di sganciarsi  da quella di Catania e di avere nuovamente una sua autonomia funzionale è sicuramente un fatto importante nella vita di questa struttura al servizio del sistema delle imprese, e rappresenta  una vittoria delle rappresentanze politiche siracusane in quello che veniva considerato dalle imprese della provincia una sconfitta e una colonizzazione”. A dirlo è Bruno Marziano, esponente del Partito Democratico.

Per l’ex deputato regionale non si possono sottovalutare gli eventuali  problemi di carattere amministrativo e finanziario, ma questo non deve minimizzare il valore e la portata dell’emendamento approvato (con prima firmataria Stefania Prestigiacomo) che per Marziano è un “successo politico”.

Neanche, mi sembra, lo sminuisca la modalità con la quale si dovrà riorganizzare il sistema delle Camere di Commercio in Sicilia – prosegue -, proprio perché questa decisione afferisce alla Regione Siciliana dove sono presenti le rappresentanze  di tutte le province e dove si può avere una visione d’insieme che eviti  altri errori nella definizione del sistema camerale”.

Marziano afferma di essere convinto che in Regione, si possa arrivare a una definizione del sistema che, tenendo autonome le Camere di Commercio delle tre città metropolitane, possa trovare una definizione razionale per le altre sei province siciliane. “E che possa essere tale – dice ancora – da non determinare la situazione per cui l’una  possa prevalere sulle altre, come si è verificato con la Super Camera  CT-SR-RG in  cui sono sparite le scelte  di Siracusa e Ragusa in una logica centralistica da parte di Catania. D’altro canto, In una qualunque società un  socio è più forte degli altri determina le scelte e gli altri non possono fare altro che subirle”.

“Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, non si capisce perché, ove si dovesse procedere alla vendita delle quote dell’ Aeroporto di Catania, questo non lo possano fare la Camere di Commercio di Siracusa e il Libero Consorzio,  ricavandone  dei benefici. Ed in ogni caso con la nuova definizione del sistema camerale in Sicilia  si dovrà provvedere  ad una razionalizzazione dei costi ed un percorso per liberare le camere di commercio siciliane dai debiti pregressi accumulati  dopo le decisioni nazionali che ne hanno ridotto i fondi.


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