Le recenti dichiarazioni di Salvo Baio, Presidente del Consorzio Archimede, l’interfaccia tra la Provincia e l’Università di Catania, hanno sollecitato la pronta risposta di Giuseppina Ignaccolo, Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia
“Chi ritiene di addossare ai vertici degli enti locali siracusani la responsabilità dell’attuale stato dell’Università a Siracusa, da un lato ha memoria corta- dichiara l’Assessore – e dall’altro omette alcuni passaggi fondamentali”.
“Non più di un mese fainfatti, – ricorda l’Ignaccolo – il Presidente del Consorzio Archimede ha manifestato la necessità di una “riflessione” sul presunto debito della Provincia nei confronti dell’Università di Catania, dal momento che il collegio arbitrale, occupandosi dell’analoga vicenda tra la stessa Università, il Consorzio di Enna e l’Università Kore, ha quantificato in soli 100 mila euro il debito che il Rettore Recca aveva quantificato invece in oltre 26 milioni di euro!
Allo stesso modo si omette di dire che il presunto debito in questione è stato determinato dal ritardo con cui l’Università ha inviato i rendiconti degli anni da 2005 al 2008, ben oltre i termini previsti dalle convenzioni. Nè si ricorda che la Provincia, nel solo 2009, ha trasferito 6 milioni e mezzo di euro all’Università che invece, malgrado l’accordo raggiunto a Roma in sede ministeriale, ha unilateralmente deciso di violare le convenzioni disattivando i due corsi di laurea in beni culturali”.
E dopo aver ripreso le fila del “tormentone università” entra nel particolare dei Master
“Ma soprattutto non si dice che il lamentato mancato avvio dei master non ha nulla a vedere con le convenzioni tra gli enti locali siracusani e l’università, trattandosi di materia finanziata direttamente dal Consorzio con i fondi regionali. Nelle more della definizione della migliore offerta formativa, la Provincia ha comunque già dato mandato ai propri legali affinché l’Università di Catania sia chiamata a rispondere delle gravi inadempienze perpetrate e sia condannare al rispetto delle convenzioni ed al ripristino dei corsi soppressi. Non fa sicuramente un buon servizio alla collettività chi oggi, pensando di prevedere il domani, denuncia ciò che di cui è stato artefice sino ad ieri, indebolendo un fronte che, invece, deve mantenersi unitario per meglio fronteggiare le provocazioni dell’Università di Catania.”
