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Siracusa, Maxi sequestro di 114 kg di polpa di ricci e fatture false per eludere il fermo biologico

Non solo attività antimmigrazione ma anche controllo della filiera, tutela della salute del consumatore e delle risorse ittiche nel mirino della Capitaneria di Porto di Siracusa.

Si è conclusa, infatti, la maxi operazione di Polizia Marittima condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Siracusa e che ha portato al sequestro di 114 Kg di polpa di riccio contenuta in 1900 bicchierini in plastica e di 10 bottiglie contenenti liquido del noto echinoderma del quale fino al 30 giugno è disposto il fermo biologico. L’ingente quantitativo è stato rinvenuto dai militari della Capitaneria all’interno di un garage privato privo di qualsiasi atto autorizzativo che ne attestasse il possesso dei requisiti previsti in materia igienico-sanitaria.

Rinvenute, inoltre, oltre 27 false fatture, timbri e moduli autoricalcanti all’interno dell’abitazione del titolare, siracusano, che è stato denunciato ai sensi degli artt. 485 e 515 del codice penale per aver redatto ed utilizzato false fatture per la vendita di polpa di riccio a diversi ristoratori siracusani in periodo di fermo biologico attestanti la falsa origine maltese del prodotto ittico. L’operazione ha tratto origine da alcune fatture rinvenute presso diversi ristoratori, durante gli ordinari controlli della capitaneria aretusea circa la rintracciabilità dei prodotti ittici, apparentemente emesse da società risultate poi del tutto estranee alla compravendita della “preziosa” polpa.

Intensa l’attività di indagine messa in campo dai militari che ha ben presto permesso di risalire all’originatore delle fatture e della messa in commercio della polpa, che doveva passare inosservata all’occhio dei militari della Capitaneria. Il fermo biologico, infatti, interessa i soli ricci di mare pescati in acque ricadenti sotto la giurisdizione nazionale. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, veniva pertanto disposta la perquisizione personale, locale ed informatica da parte dei militari e del Nucleo Investigativo Telematico della Procura di Siracusa.

Da lì la scoperta delle false fatture all’interno dei dispositivi informatici ed il rinvenimento dell’ingente quantitativo di polpa di ricci pronta per la messa in commercio. Quanto rinvenuto veniva sequestrato, il prodotto ittico ispezionato da medico veterinario dell’Asp 8 di Siracusa giunto sul posto, il quale lo giudicava non idoneo al consumo umano e da destinare alla distruzione, della quale è stata incaricata la ditta GE.S.P.I. di Augusta.

A carico del soggetto l’accusa di aver detenuto in locali non idonei e messo in commercio polpa di ricci in tempi vietati, falsificandone l’origine mediante false fatture. Risulta ben evidente il rischio per la salute pubblica alla quale sarebbero incorsi i consumatori della polpa di ricci, custodita in locali ben lungi dal possesso dei requisiti igienico-sanitari previsti ed il danno alle risorse biologiche arrecate dall’indiscriminata raccolta operata per perseguire il fine illecito. I controlli sulla filiera della pesca posti in essere dalla Capitaneria di Porto di Siracusa continueranno ad essere esercitati con la medesima incisività.


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