Non entrare, almeno per il momento, nel merito della polemica amministrativa e politica sulle casette del mercatino installate a Largo Aretusa, ma provare a capire quale modello di utilizzo degli spazi pubblici più rappresentativi di Ortigia sia ritenuto più adeguato da chi vive il centro storico.
È con questo obiettivo che il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha promosso una consultazione interna alla quale hanno partecipato 166 aderenti. Un sondaggio che, nelle intenzioni del Comitato, vuole diventare un contributo al dibattito cittadino sul futuro di Largo Aretusa e, più in generale, degli spazi di maggiore valore storico, culturale e paesaggistico di Ortigia.
Il Comitato precisa di non voler entrare, allo stato attuale, nella discussione relativa all’iter autorizzativo delle strutture. Non avendo a disposizione la documentazione istruttoria e autorizzativa, “non sarebbe corretto formulare giudizi definitivi sulla regolarità del procedimento“.
Il focus è quindi un altro: come devono essere utilizzati i luoghi simbolo del centro storico? Il dato più netto della consultazione riguarda proprio Largo Aretusa. L’86,2% dei votanti ha espresso una forte preferenza affinché lo spazio mantenga prevalentemente una funzione di libera fruizione, culturale e sociale, evitando una sua utilizzazione commerciale. Una posizione che, secondo il Comitato, non equivale però a una contrarietà assoluta a qualsiasi iniziativa commerciale negli altri luoghi simbolo di Ortigia.
La maggioranza degli aderenti ritiene infatti che eventuali iniziative possano essere realizzate, ma con carattere occasionale, durata limitata e un collegamento con specifiche manifestazioni. Il 58,6% si esprime in questo senso, mentre il 33,3% ritiene che tali iniziative non debbano essere consentite.
Un altro elemento significativo riguarda il modo in cui vengono assunte le decisioni sugli spazi di particolare valore storico e paesaggistico. L’87,7% dei partecipanti chiede che, accanto alle ordinarie competenze amministrative, sui progetti di utilizzo di questi luoghi possa esserci un confronto preventivo con soggetti qualificati nella tutela e valorizzazione del patrimonio. Il Comitato precisa che l’obiettivo non sarebbe quello di sostituirsi al Comune, alla Soprintendenza o alla Regione, ma di affiancare alle procedure ordinarie ulteriori contributi di carattere culturale, scientifico e tecnico.
Come possibile riferimento viene indicato il modello adottato nel Piano di gestione del centro storico di Firenze, nel quale alle istituzioni pubbliche sono state affiancate università, enti culturali e associazioni impegnate nella tutela del patrimonio, comprese realtà cittadine qualificate.
Secondo Ortigia Cittadinanza Resistente, infatti, “molte decisioni relative agli spazi simbolo di Ortigia vengono percepite come poco comprensibili quando non appare evidente il rapporto tra l’atto amministrativo e le esigenze di tutela del luogo“.
Dalla consultazione emerge infine una richiesta di distribuire maggiormente mercatini e iniziative temporanee nel resto della città, evitando una concentrazione quasi esclusiva delle funzioni commerciali e turistiche nel centro storico. Il 67,5% dei votanti ritiene necessario questo riequilibrio. Il 28,2% si dice favorevole a iniziative commerciali soprattutto fuori Ortigia, mentre il 3,7% preferirebbe iniziative concentrate proprio nel centro storico.
Il quadro che emerge, secondo il Comitato, è dunque quello di una posizione favorevole alle attività e agli eventi, ma con una precisa condizione: gli spazi simbolo di Ortigia devono essere considerati innanzitutto luoghi di valore pubblico, storico e paesaggistico.
Le attività commerciali, in questa prospettiva, non vengono escluse a priori, ma dovrebbero avere carattere limitato, occasionale e compatibile con la natura dei luoghi. Il Comitato annuncia infine che renderà pubblici i risultati della consultazione, mettendoli a disposizione del dibattito cittadino sul futuro degli spazi pubblici di Ortigia.