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Siracusa, Mercato coperto di Santa Panagia. “Noi Ristoratori” favorevole al progetto ma chiede di rilanciare anche Ortigia

"Ci piacerebbe un progetto che faccia rinascere il mercato coperto con negozi di eccellenze alimentari e con il divieto di somministrazione, i canoni d’affitto per il comune sarebbero un buon introito da reinvestire in servizi"

“Noi Ristoratori”  vuole essere parte attiva e propositiva di Siracusa e per questo motivo accoglie, con grande favore, il progetto di costruzione di un nuovo mercato coperto nella parte alta della città da realizzare tra viale dei Comuni e via Sant’Orsola, che la scorsa estate era stato oggetto di un protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale e l’Istituto autonomo case popolari, proprietario del terreno.

“Auspichiamo che tutte le zone di Siracusa abbiano uno sviluppo armonico – si legge in una nota del presidente Giovanni Guarneri – e che il commercio torni a essere l’anima dei quartieri, fornendo anche nuovi posti di lavoro. Inoltre visto l’evidente ritardo accumulato, chiediamo che venga rilanciato, con energia ed entusiasmo, il mercato di Ortigia fino a oggi penalizzato da mille problemi, snaturato dall’eccesso di esercizi di somministrazione e impoverito nell’offerta a tal punto da rischiare la chiusura”. Nell’immaginario collettivo dei Siracusani se dici “u Mircatu” pensi a Ortigia, pensi a via De Benedictis e quelli un po’ più avanti con l’età pensano al mercato coperto trasformato circa vent’anni fa in contenitore culturale anche se, ancora oggi che è chiuso per mancanza di manutenzione, nessuno ha capito cosa avrebbe dovuto contenere. “U mircatu” rappresenta la storia del commercio e del buon cibo siracusano, non possiamo accettare passivamente la sua scomparsa.

“Ci piacerebbe che si destinasse l’area mercatale al commercio e non alla somministrazione – ancora Noi Ristoratori – Ci piacerebbe un progetto che faccia rinascere il mercato coperto con negozi di eccellenze alimentari e con il divieto di somministrazione, i canoni d’affitto per il comune sarebbero un buon introito da reinvestire in servizi. Ci piacerebbe un piano di rilancio che parta dai parcheggi gratuiti anche per una sola ora per chi acquista al mercato. Dopo un paio d’anni si torna a parlare di mercato ittico, la cui chiusura ha avuto un ruolo importante nel declino del mercato storico, così come qualche anno prima la chiusura del mattatoio, speriamo che il completamento dell’opera non abbia tempi biblici.  Ci piacerebbe che si prestasse attenzione alla filiera corta del cibo che è l’identità del nostro popolo, per questo vorremmo attenzione per i produttori dell’agroalimentare e per il mercato ortofrutticolo, noi vogliamo che il nostro cibo resti siracusano e non si omologhi con il resto del mondo troppo spesso rappresentato dai centri commerciali.  Ci piacerebbe che tutti i quartieri della città avessero attività commerciali e di somministrazione e ci fosse un piano per incentivare le aperture in zone ancora poco servite evitando concentrazioni di esercizi nel centro storico”.


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