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Siracusa, “Mio figlio? Impossibile con la mascherina”: il rientro a scuola dei bimbi con disabilità

Con gli occhi pieni di emozioni un piccolo gruppo di mamme ha raccontato a Siracusanews la fase di preparazione al primo giorno di scuola

Un abbraccio, un bacio, un contatto spesso  necessario con l’altro. Sarà questo che mancherà. Sarà questo a creare un’altra ferita nell’anima. Sarà la distanza dall’altro a rendere il rientro a scuola difficile per tutti, ma in particolare per i bambini con disabilità.

Troppo difficile spiegare a un bimbo disabile l’esigenza di indossare la mascherina. Forse, certamente anzi lo capirebbe, ma il cuore, il bisogno del contatto dell’altro, che sia visivo o corporeo, prenderebbe il sopravvento. Con gli occhi pieni di emozioni un piccolo gruppo di mamme ha raccontato a Siracusanews la fase di preparazione al primo giorno di scuola. Loro: belle, forti, coraggiose, con una storia che le ha segnate. Ma pronte, anche grazie al supporto dell’associazione Aipd (Associazione Italiana Persone Down), a tendere una mano a chi sta vivendo questo momento difficile.

Qualcuna ha un bimbo molto piccolo, un’altra ha un figlio di nove anni, chi ancora di sei. Tutte accomunate da tanta forza d’animo e un pizzico di paura.

“Mio figlio non capirebbe il motivo della mascherina”, “Mio figlio? Non penso che riuscirà a portarla”, “Mio figlio è affettuoso, ha bisogno del contatto fisico”. Sono solo alcune delle testimonianze di queste mamme che si preparano ad accompagnarli al primo suono della campanella.

“Ci stiamo provando, ma è difficile”, dice una di loro. Sarà difficile per tutti. Quel contatto, fisico o visivo, quel contatto… quel contatto, come bisogno spasmodico dell’altro. Come esigenza intima di essere accolti. Quel contatto, quel bisogno. Che non ci sarà.


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