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Siracusa, qui Movimento 5 Stelle: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Di sicuro una “Prima” al Vermexio

Alla fine il Movimento 5 Stelle non ha fatto né 3, né 33, ma 13. A tanto si è fermata la lista dei pentastellati, che non hanno "sfondato" come in occasione delle ultime regionali o delle politiche, ma nemmeno deluso come in occasione delle ultime amministrative

Per tutti gli addetti ai lavori erano la “mina vagante” della tornata elettorale di ieri. Erano quelli che potevano fare “tre o trentatrè”, decidendo quindi la possibile vittoria di Ezechia Paolo Reale al primo turno (in caso di flop) o addirittura l’approdo al ballottaggio (in caso di un risultato vicino o superiore al 20%). Alla fine il Movimento 5 Stelle non ha fatto né 3, né 33, ma 13. A tanto si è fermata la lista dei pentastellati, che non hanno “sfondato” come in occasione delle ultime regionali o delle politiche, ma nemmeno deluso come in occasione delle ultime amministrative dove si fermarono bel al di sotto della soglia di sbarramento del 5%. Oggi i pentastellati entrano di diritto e anche con un discreto numero di eletti, nell’aula Vittorini di Palazzo Vermexio. Un successo a metà, colto come tale dai vertici aretusei del Movimento.

Il gruppo – afferma Stefano Zito – ha fatto una scelta coraggiosa dettata dal cuore puntando su Silvia Russoniello perchè si fidavano ciecamente. Silvia, a cui va la mia gratitudine per l’impegno, è una bravissima ragazza, onesta e gran lavoratrice ma era accompagnata da un forte pregiudizio nonostante dietro di se avesse una squadra di assessori e di consiglieri comunali fortissima.” Un partito, perchè ormai così può essere chiamato, che si conferma comunque il più votato in città e con un candidato sindaco che, nonostante tutto è stato capace di prendere un numero maggiore di preferenze rispetto alla lista.

Il deputato regionale analizza successivamente il voto che ha portato al ballottaggio l’attuale vice sindaco di Siracusa, Francesco Italia e sembra fare un forte endorsement verso quest’ultimo. “I cittadini – prosegue Zito – hanno preferito Francesco Italia, sicuramente il prossimo sindaco di Siracusa, perchè in sé era racchiuso, agli occhi meno attenti, lo stereotipo del “perfetto candidato” (bella presenza, buona dialettica, buon curriculum, ottime capacità relazionali, etc) capace, nonostante il neo di appartenenza alla vecchia (e scarsa) amministrazione, di intercettare il voto di opinione. Forse grazie a queste cose Francesco è diventando trascinante per le sue liste. Allo stesso tempo abbiamo visto errori fatti da tutti gli schieramenti…compresi Noi. Lottare da soli contro 18 liste e varie coalizioni non è facile e, nonostante tutto, siamo la prima lista attestandoci come primo Movimento/partito. Ripartiamo da un gruppo forte che attraverso un’analisi critica e costruttiva del voto maturerà sugli errori fatti“.

Simile anche l’analisi di un altro pezzo da 90 dei grillini, Paolo Ficara, che proprio grazie al “plebiscito a 5 Stelle” dello scorso marzo, è riuscito ad approdare in Parlamento. “Rispetto a 5 anni fa – afferma Ficara – abbiamo ottenuto un buon risultato, e la possibilità di fare entrare in consiglio un bel gruppetto di portavoce dei cittadini siracusani. Ma bisogna guardare anche la metà vuota del bicchiere, perché è solo dalla consapevolezza degli errori e di ciò che può essere migliorato che si cresce e si migliora nella vita“.

Insomma, in casa 5Stelle si festeggia a metà. C’è soddisfazione per essere riusciti a entrare al Vermexio, ma anche la delusione, nemmeno troppo velata, per non essere stati capaci di approdare al ballottaggio, nonostante la consapevolezza, mai dichiarata ufficialmente ma sussurrata già dal giorno successivo al successo per le Politiche “che le amministrative sono un’altra storia”.


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