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Siracusa, Natura Sicula ed Enfinitec insieme contro la plastica al Plemmirio

L’iniziativa è nata con l’obiettivo di rimuovere l’enorme quantità di rifiuti trasportati sulle coste dallo scorso gennaio a causa del violento ciclone Harry

Una giornata di impegno civile e tutela ambientale nel cuore del Plemmirio, dove sabato 9 maggio i volontari di Natura Sicula e una delegazione di lavoratori di Enfinitec Siracusa hanno preso parte a un’importante operazione di pulizia straordinaria lungo il tratto costiero compreso tra Cala Pillirina e Punta Tavola, all’interno dell’istituenda Riserva Naturale Orientata.

L’iniziativa è nata con l’obiettivo di rimuovere l’enorme quantità di rifiuti trasportati sulle coste dallo scorso gennaio a causa del violento ciclone Harry. Un intervento necessario per restituire decoro a uno dei luoghi più suggestivi del territorio siracusano, ma anche per lanciare un messaggio forte sul rispetto del mare e dell’ambiente.

Il bilancio della raccolta è allarmante: circa il 95 per cento dei rifiuti recuperati è costituito da cassette in polistirolo per il pesce e galleggianti utilizzati per le reti da pesca. Un dato che evidenzia come una parte consistente dell’inquinamento marino sia riconducibile a comportamenti irresponsabili che nulla hanno a che vedere con la tradizione marinara, un tempo fondata sul rispetto profondo del mare come risorsa essenziale da custodire.

Nonostante le alte temperature, i volontari hanno raccolto una ventina di sacchi colmi di plastica, poi collocati in fondo a via Capo Passero, in prossimità della telecamera di videosorveglianza del varco 32, a Punta Tavernara. Natura Sicula ha già trasmesso una segnalazione ufficiale all’Ufficio Igiene Urbana del Comune di Siracusa e all’assessore Luciano Aloschi, chiedendo il tempestivo ritiro del materiale.

Determinante anche la partecipazione dei dipendenti di Enfinitec Siracusa, coordinati da Marilena Romano. L’azienda, da sempre sensibile ai temi della sostenibilità e dell’economia circolare, ha scelto di coinvolgere direttamente il proprio personale in un’azione concreta di cittadinanza attiva, contribuendo alla salvaguardia del territorio.

L’iniziativa dimostra come la collaborazione tra associazionismo e mondo produttivo possa diventare un modello virtuoso per affrontare le emergenze ambientali e promuovere una nuova cultura della responsabilità collettiva. Perché tutto ciò che viene abbandonato in mare, prima o poi, il mare ce lo restituisce.


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