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Siracusa, “Ndrangheta e massoneria”: disposti i domiciliari per Elisabetta Lo Iacono

Per la commercialista 49enne di Siracusa è caduta l'aggravante di tipo mafioso mentre restano le accuse di riciclaggio ed elusione di una misura di prevenzione in favore di un indagato

Disposti i domiciliari per Elisabetta Lo Iacono, la commercialista siracusana di 49 anni inizialmente finita in carcere a seguito dell’operazione della Procura di Catanzaro “Rinascita – Scott”, insieme con altre 334 persone. Un’indagine che verte sui presunti intrecci tra “ndrangheta, massoneria e politica”.

In tutto sono 416 gli indagati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle modalità mafiose. Tra questi, appunto, anche la commercialista siracusana e il compagno Antonio Delfino. Per entrambi era stata applicata la custodia cautelare in carcere per l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’attività della “ndrangheta” oltre che avvalendosi delle condizioni previste dall’associazione di stampo mafioso.

La donna, nello specifico, è indagata per aver agevolato, in concorso con altri, le attività di un’associazione di stampo mafioso e di autoriciclaggio in concorso. Elisabetta Lo Iacono in società con Delfino, anche se non formalmente, per gli inquirenti gestiva di fatto tutte le politiche di impresa e partecipava alle riunioni in presenza del boss calabrese Saverio Razionale.

Ieri la scarcerazione e la disposizione ai domiciliari della 49enne, in quanto per il Riesame è venuta meno l’aggravante mafiosa mentre restano le accuse di riciclaggio ed elusione di una misura di prevenzione in favore di un indagato


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