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Siracusa nell’Autorità portuale: la proposta di FdI in Consiglio comunale. Auteri: “adesione passo fondamentale per il rilancio”

Attualmente, le risorse finanziarie generate dalle operazioni portuali confluiscono annualmente nelle casse del demanio senza generare un impatto significativo sull'economia locale

“Se il dubbio del sindaco Francesco Italia, davanti a una città ingessata, è quello di avere certezze su governance e pari dignità, penso che solo parlando con il nostro ministro Musumeci possa toglierle. Intanto però invito il primo cittadino a essere presente al Consiglio comunale sul futuro del porto e sul rilancio del sistema portuale e ad ascoltare l’ottima proposta dei nostri consiglieri Paolo Cavallaro e Paolo Romano”. Il deputato regionale di Fratelli d’Italia, Carlo Auteri, interviene sulla vicenda riguardante l’ingresso di Siracusa all’interno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale. A maggior ragione dopo la visita ad Augusta del ministro per le Politiche del mare, Nello Musumeci, che ha evidenziato la volontà di valorizzare la rete portuale della Sicilia orientale. Ma in questo ragionamento manca Siracusa per via delle perplessità del sindaco Italia di entrare a far parte di un sistema senza un’adeguata rappresentanza e un peso politico.

“L’adesione rappresenta un passo fondamentale per il rilancio del sistema portuale di Siracusa – precisa Auteri – Attraverso una gestione integrata e collaborativa delle risorse e delle infrastrutture portuali, sarà possibile creare un ambiente favorevole all’innovazione, alla crescita economica e al benessere sociale della città e della regione nel loro complesso. Il porto del capoluogo dovrà essere orientato a vocazione turistica e crocieristica, come Catania. Mentre Augusta e il porto di Santa Panagia potranno puntare all’aspetto delle merci e per le operazioni industriali”. Ma non sono solo parole, i consiglieri FdI Cavallaro e Romano hanno proposto un progetto politico per definire un sistema di misurazione del valore generato dalle collaborazioni inter-organizzative nel contesto portuale di Siracusa. Se ne discuterà l’1 marzo in aula.

“Questo sistema di misurazione – spiegano i due esponenti del civico consesso – avrà lo scopo di analizzare e valutare i rapporti collaborativi all’interno delle catene di fornitura e logistica e dei network portuali, nonché di quantificare i processi di creazione del valore in termini economici, sociali ed ambientali. L’adesione consentirà di sfruttare appieno le risorse disponibili, in particolare quelle provenienti dal porto commerciale di Santa Panagia, per la realizzazione di nuove infrastrutture e lo sviluppo di progetti che favoriscano la crescita economica e sociale della città”.

Attualmente, le risorse finanziarie generate dalle operazioni portuali confluiscono annualmente nelle casse del demanio senza generare un impatto significativo sull’economia locale. “Con l’adesione – concludono Auteri, Romano e Cavallaro – sarà possibile pianificare e gestire in modo più efficiente l’utilizzo di tali risorse, garantendo che siano investite in progetti mirati a promuovere lo sviluppo sostenibile del sistema portuale di Siracusa e a massimizzare i benefici per l’intera comunità”.


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