In tendenza

Siracusa, nessuna sospensione dal servizio per il primario del Pronto soccorso: il giudice del lavoro “stoppa” l’Asp

Era stato sospeso dal servizio e dalla retribuzione per un mese l'ex primario del Pronto soccorso Umberto I, ma oggi il giudice ha accolto la sospensiva

Era stato sospeso dal servizio e dalla retribuzione per un mese l’ex primario del Pronto soccorso Umberto I, ma questo procedimento disciplinare non era andato giù a Carlo Candiano, che aveva proposto ricorso in tribunale. Mentre però il giudice del Lavoro del Tribunale di Siracusa lo scorso luglio aveva riconosciuto che, nel disporre il trasferimento temporaneo, la direzione dell’Asp8 di Siracusa non aveva posto in essere alcuna condotta antisindacale, stavolta la decisione del giudice Viviana Urso è stata diversa: sospesa l’efficacia della sanzione disciplinare, azienda sanitaria condannata al pagamento delle spese processuali e legali.

L’Asp aveva sanzionato il medico imputandogli “comportamenti omissivi o mancato rispetto dei compiti di vigilanza” e “comportamento negligente dal quale sia derivato grave danno all’azienda”. Contestazioni che avevano preso l’avvio dalla relazione del covid team, da cui la direzione strategica ha ritenuto emergessero negligenze e omissioni addebitabili a Candiano nell’organizzazione e nella gestione del reparto.

Tra le questioni che hanno portato il giudice ad esprimersi per la sospensione… della sospensione, l’omessa pubblicazione del codice disciplinare da parte dell’Asp (fatto che impedisce al dipendente di conoscere il rilievo dei propri comportamenti) ma soprattutto la mancanza nel fascicolo disciplinare – al momento dell’accesso agli atti – della segnalazione della Direzione strategica aziendale e della relazione del covid team sulla quale l’Asp ha fondato le contestazioni e la successiva sanzione. Indagine peraltro svolta durante la malattia del medico, positivo al coronavirus.

L’avvio del procedimento disciplinare ha preso le mosse anche da una situazione di notevole rilievo mediatico, come si evince dal fatto che a sostegno delle contestazioni degli addebiti sono indicati, quali ulteriori fonti di prova dell’illecito disciplinare, un video (“dell’infermiere mascherato”) che è stato diffuso sui social network ricevendo a detta delle parti numerose visualizzazioni e i servizi giornalistici di tre trasmissioni televisive.

Per cui – si legge nel provvedimento – in presenza della ritenuta probabile fondatezza del ricorso per le dedotte violazioni procedimentali e considerata anche la posizione rivestita dal ricorrente all’interno dell’amministrazione (dirigente medico con incarico di Responsabile di UOC) appare giustificata la misura cautelare richiesta, ovvero la “sospensione dell’efficacia” della sanzione fino all’accertamento della sua legittimità nella sede giudiziaria di merito, tenendo conto delle probabili ricadute che l’esecuzione della sanzione avrebbe in termini di lesione dell’immagine professionale del dirigente medico, non facilmente e integralmente risarcibile in termini pecuniari ove venisse giudizialmente rimossa dopo essere stata interamente eseguita”. Nessuna sospensione, intanto, si deciderà in seguito.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo