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Siracusa, “no grazie” di Forza Italia a L&C: “il sindaco ha perso il treno per un confronto”

L'ex senatore forzista punta il dito contro il sindaco accusandolo di utilizzare “un modo antico di fare politica” offrendo al Pd – o almeno a parte di esso – “strapuntini” nel tentativo di frammentarlo ulteriormente

Criptico come sempre ma almeno in una cosa Bruno Alicata, coordinatore provinciale di Forza Italia, è chiaro: troppo tardi per tentare anche solo di ricucire un minimo di dialogo con l’attuale amministrazione comunale. L’ex senatore forzista attraverso una nota parecchio arzigogolata è intervenuto sugli ultimi risvolti inerenti la composizione della prossima Giunta di Siracusa e sulla posizione espressa da Lealtà & Condividione al termine dell’ultima assemblea avvenuta ieri sera.

Il movimento Lealtà e Condivisione – dice Alicata – ha chiarito che l’autocandidatura di Italia rimane al momento  fine a se stessa, priva di sbocchi da quelle parti, ma non solo”. Senza troppi giri di parole l’esponente degli azzurri punta il dito contro il primo cittadino accusandolo di utilizzare “un modo antico di fare politica” offrendo al Pd – o almeno a parte di esso – “strapuntini” nel tentativo di frammentarlo ulteriormente.

E anche riguardo la possibilità paventata da Lealtà e Condivisione di aprire in vista del Pnrr il confronto a tutti i partiti, Alicata è tranciante: “Il sindaco – afferma – ha perso il treno per un sereno confronto con le forze politiche ed i movimenti già presenti nel disciolto Consiglio comunale, ai fini almeno di una possibile  condivisione degli obbiettivi da raggiungere attraverso il Pnrr.”

L’ultimo appunto è sulla richiesta di far pressioni politiche all’assessorato regionale agli enti locali affinchè si possa creare la condizione di un ritorno del Consiglio comunale. “La proposta del movimento Lealtà e Condivisione alla luce della nuova normativa regionale o sulla base di un principio di sana opportunità – conclude Alicata – pur condivisibile nella fine distinzione tra revoca ed annullamento, tuttavia mal si concilia, sia col pendente ricorso straordinario, sia con i certi, opposti interessi di chi è al timone della nave e dei suoi ufficiali di plancia, ben felici, crediamo, di continuare a manovrare in indisturbata solitudine, seppur nel mare in tempesta”.

E in questo mare tumultuoso almeno – forse – un punto fermo c’è: Forza Italia vuole restare opposizione.


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