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Siracusa: “Noi sfrattati dall’Asp che rivuole locali ospedale Rizza”, nota della Lilt e malcontento dal mondo politico

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del presidente della Lilt Siracusa dott. Claudio Castobello:

“Non è trascorso che appena un anno dall’inaugurazione del Centro di Prevenzione Oncologico della LILT che, per premio di quanto dimostrato sul campo, viene intimata a lasciare i locali del Rizza, attualmente occupati con giusto affidamento in comodato d’uso a firma dello stesso direttore generale ASP Franco Maniscalco. Non credo che tanto la LILT quanto la popolazione della provincia di Siracusa meritavano una tale sconsiderata decisione di mettere statim alla porta l’unico Centro di Prevenzione Oncologico altamente qualificato in tutta la Sicilia. Questo il testo integrale della lettera raccomandata ricevuta:


Al di là dei tempi che sicuramente non potremo rispettare per “onorare” i 30 giorni intimati dall’ASP sarebbe stato più efficace, da parte del direttore Maniscalco, indire una riunione plenaria tra le parti, non tanto per discutere le sorti della struttura LILT di Siracusa, ma principalmente per valutare gli scompensi che si verranno a creare tra la popolazione per la mancata attività di prevenzione, assistenza, orientamento oncologico e follw up derivanti da assenza di locali. A questo punto, il caso non diventa solo di competenza del presidente Castobello, ma di tutta la rappresentanza politica e parlamentare che dovrà uscire allo scoperto e assumersi le proprie responsabilità, al di là di ogni appartenenza e steccato politico. Il rispetto per la salute, non può avere né colore né appartenenza”.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’on. Titti Bufardeci:

“Non credo che l’Asp non abbia altri locali a disposizione. Il manager dell’Asp di Siracusa ha commesso un errore gravissimo nell’intimare lo sfratto alla Lilt dal Rizza a pochi mesi dall’inaugurazione. Un provvedimento impopolare che colpisce tremendamente l’ attività brillante della Lilt, un errore clamoroso quello di Maniscalco che risulta incompatibile col concetto di collaborazione virtuosa che l’amministrazione pubblica deve mettere in atto con gli enti no profit e di assistenza al territorio. Penso che il manager dell’Asp non avrà difficoltà a trovare altri locali per i suoi fabbisogni. Ma dal Rizza, la Lilt, non deve e non andrà via”.

A dire la sua anche il presidente del Consiglio comunale Edy Bandiera:

“La chiusura del Centro di prevenzione oncologica della Lilt è una prospettiva grave per la sanità siracusana e getta nello sconforto tanti malati. In una provincia in cui i malati oncologici, nonostante la professionalità e l’impegno dei medici e del personale sanitario, devono fare i conti con molte carenza, la chiusura di un presidio può solo aggravare i disagi.

La Lilt in questi anni è diventata un punto di riferimento per molti, raccogliendo consensi diffusi tra gli assistiti e in tanti ambienti. L’idea di una sospensione sine die dei servizi offerti può avere gravi conseguenze su persone che invece hanno bisogno di un continuo sostegno, anche di tipo psicologico, e confligge con una lunga e felice tradizione di collaborazione tra strutture sanitarie pubbliche e ed enti privati del settore. Ciò mentre le famiglie stanno vedendo aumentare la spesa sanitaria. Auspico un immediato chiarimento tra i vertici della Lilt e il manager Franco Maniscalco al fine di evitare la chiusura del centro”.