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Siracusa non è una città per Start-Up e Giovani Imprenditori. “Porte chiuse in banca”

Il raggruppamento dei Giovani Imprenditori di CNA Siracusa continua la sua azione di confronto nel territorio con le tante realtà imprenditoriali guidate da titolari under 40.
In questo specifico caso la rappresentanza dei Giovani di CNA continua a proporre semestralmente la propria indagine nel territorio per verificare lo stato di salute delle giovani aziende associate in riferimento a: l’accesso al credito, i tempi di pagamento dei propri clienti, la fruizione di agevola- zioni pubbliche e i tempi di rilascio delle autorizzazioni da parte degli enti pubblici.

È stato somministrato un questionario il campione di 50 aziende tra i settori manifatturiero, delle costruzioni, dei servizi e del commercio. Emerge una condizione di grande difficoltà sul fronte creditizio, un allungamento cronico nei pa- gamenti da parte dei clienti ed un difficile rapporto con la P.A. sia in termini di fruizione di agevo- lazioni che in termini di rilascio di autorizzazioni.

In merito all’accesso al credito si riduce drasticamente il numero di richieste di indebitamento nei confronti degli istituti di credito, le aziende che hanno avanzato richieste di credito sono il 32% del campione e di queste, in realtà, solo il 50% ha effettivamente ottenuto quanto richiesto, un dato che va sempre peggiorando di semestre in semestre sintomo comunque di un difficile rapporto delle start-up con il mondo del credito. Si lamenta ancora oggi il pagamento di interessi assai cospicui e addirittura solo il 6% afferma che gli interessi pagati sono diminuiti nell’anno.

Un altro aspetto assai rilevante è quello relativo ai forti ritardi nei tempi di pagamento da parte dei clienti. In questa particolare classifica, purtroppo, il trend è in totale caduta libera (si passa dal 70% di lamentele di ritardi nel primo semestre al 80% a consuntivo 2011) con tempi di pagamento che superano i 90 giorni nel 70% dei casi (dato peggiore del primo semestre dove la percentuale era del 65%).
Una percentuale che si accentua sensibilmente nel caso in cui il cliente è un ente locale o comun- que una P.A. In questo caso il 63% degli enti paga oltre i 180 giorni.
Ma nel rapporto con gli enti pubblici entra dirompente un dato ancor più pesante, nel 2011 a ope- rare con enti pubblici sono il 38% delle imprese censite a fronte del 52% del 2010 (dato che era già in netto calo) sintomo di un blocco di commesse da parte del pubblico e di una pessima gestione dei pagamenti da parte degli stessi.

Rimane fisso 20% il numero di aziende beneficiarie di agevolazioni, sintomo di un ancora molto difficile rapporto tra le giovani aziende e le facilitazioni per fare impresa, sempre poche e di diffici- le fruizione.
Infine un dato importante. Il rilascio di autorizzazioni da parte degli enti pubblici.
Solo il 14% degli intervistati dichiara di aver richiesto autorizzazioni di varia natura (dato che crolla rispetto alla striminzita performance del 2010 con un 40% di richieste e sintomo della mancanza di investimenti). Tra questi ad aver ottenuto le autorizzazioni sono il 57% ma con tempi che nel 100% superano i 90 giorni.

“Abbiamo iniziato questa indagine nel 2010 e possiamo dire che da allora leggiamo di una Siracusa che avvilisce i più intraprendenti, che fanno della loro formazione e competenza una ragione di vi- ta ancor prima di un mestiere – afferma Gianpaolo Miceli, coordinatore provinciale dei Giovani di CNA Siracusa.
La nostra provincia non brilla per sostegno alle iniziative imprenditoriali promosse da quei giovani che scelgono di fare da sé. Abbiamo porte chiuse in banca e soffriamo maledettamente i ritardi nei pagamenti. Questi due elementi ci frenano nello slancio e nella scelta di realizzare investimenti. Quando poi decidiamo comunque di investire ci confron- tiamo con enti sordi, iper burocratizzati e stracolmi di personale non for- mato che rappresenta un vero schiaffo per chi combatte ogni singolo giorno per andare avanti e garantire sviluppo ed occupazione.

Continuiamo a chiedere con forza condizioni migliori di competitività, semplificazione dei processi, attuazione vera dei SUAP, piani concreti di infrastrutture nei territori, opere appannaggio di im- prese e non palliativi come i cantieri di lavoro per i disoccupati. Continueremo a fare la nostra par- te convinti del nostro ruolo con l’auspicio che altri, distratti da diatribe vergognose, ricordino il lo- ro”.
“Il quadro complessivo che emerge da questa indagine rappresenta le grandi difficoltà che attraversano le giovani imprese nel nostro territo- rio – afferma Alessio Castiglione, presidente provinciale dei Giovani Imprenditori – e dimostra quanto il nostro territorio risulti poco attrat- tivo per chi vuole effettuare investimenti e soprattutto per i giovani che decidono di mettere a frutto le proprie conoscenze e competenze mettendosi in proprio e scommettendosi all’interno di un mercato sempre più globale. Ripartire da queste realtà è l’unica strada per ri- lanciare il nostro territorio che può e deve crescere insieme alle sue giovani generazioni ”


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