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Siracusa, nuova vertenza in zona industriale: i sindacati dei metalmeccanici chiedono rassicurazioni

Al momento i circa 100 lavoratori della Bpis, azienda dichiarata fallita, vivono in un limbo tra impossibilità di lavorare e quella di percepire la disoccupazione

Con una nota congiunta le segreterie di Fim, Fiom e Uilm manifestano preoccupazione per il futuro dei 100 lavoratori della Bpis che vivono in questi giorni momenti di incertezza bloccati tra l’impossibilità di lavorare, – perché l’azienda è fallita -, l’impossibilità di percepire indennità di disoccupazione – perché non sono licenziati – e l’esito di un’incerta vertenza per la loro ricollocazione nell’azienda che si è aggiudicata l’appalto di manutenzione nello stabilimento Sonatrach.

Gli impegni assunti in questi mesi dalla Coemi – dicono le tre sigle sindacali – azienda subentrante nel contratto manutenzione Sonatrach, al fine di limitare il pesante impatto sociale e garantire i livelli occupazionali, si sono arenati di fronte alla mancata volontà aziendale di discutere con le organizzazioni sindacali le modalità di ricollocamento del personale, con un sostanziale rifiuto di entrare nel merito sul numero di lavoratori da ricollocare e sul trattamento economico da applicare.”

E per Fiom, Fim e Uilm questa pregiudiziale ribadita dall’azienda nell’ultimo incontro consumato in Confindustria, lascerebbe presagire un risvolto negativo di questa complicata vertenza. “Fim, Fiom e Uilm – si legge ancora nel documento – non sono più disponibili ad accettare la spregiudicatezza di aziende che cercano di forzare irresponsabilmente la crisi e l’emergenza sanitaria per azzerare il sistema di regole che fino ad oggi ha consentito la tenuta sociale del territorio. Un sistema industriale che ha sempre rifiutato l’applicazione della “clausola sociale” condannando i lavoratori ad una condizione di precarietà fatta di diritti negati e competizione a ribasso, e che, complice la crisi, prova a ridurre il perimetro valoriale del Contratto Nazionale e di una contrattazione territoriale che ha rappresentato per circa 50 anni fattore di riconoscimento economico della professionalità e competenza espressa della manodopera del Petrolchimico di Priolo.”

Le tre sigle sindacali affermano con forza che “la misura è colma” e adesso chiedono risposte concrete sugli impegni che Sonatrach e Coemi intendono assumere al fine di garantire i livelli occupazionali in questo ennesimo cambio appalti, così da poter fornire una rapida soluzione ad una vicenda che rischia di cadere nell’oblio delle tante vertenze senza soluzione nel Petrolchimico Siracusano. “Occorre, a partire dalla vertenza Bpis – dicono ancora -, opporsi ad un sistema degli appalti basato su un esasperata contrazione del costo che premia spesso le aziende meno qualificate, e pretendere regole certe che garantiscano insieme alla legalità ed al rispetto delle norme e dei contratti, l’applicazione di una “clausola sociale” che difenda l’occupazione in una giusta visione di sviluppo. Per queste considerazioni Fim, Fiom e Uil, chiederanno a tutto l’indotto di condividere questa battaglia e proclamano lo stato di agitazione dei lavoratori Bpis, riservandosi di mettere in campo tutte le azioni utili a sbloccare una situazione di stallo ormai insopportabile.


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