Nuovo sequestro preventivo per i campi da padel del Santa Maria. Dopo il provvedimento di luglio 2025, che aveva visto il Tribunale del Riesame annullare l’ordinanza di sequestro dei campi e dell’area ristoro dell’ASD Santa Maria Padel, la situazione ha preso una nuova piega e, in seguito al ricorso per Cassazione presentato dal Pm Marco Dragonetti, la decisione precedente è stata ora riconsiderata dai giudici del Tribunale del Riesame, che, in nuova composizione, hanno dato ragione alla Procura della Repubblica.
La vicenda ruota attorno alle accuse della Soprintendenza di Siracusa, che aveva sollevato dubbi sull’assenza delle necessarie autorizzazioni per la realizzazione dei basamenti in cemento dei campi da padel. Secondo la difesa, che ha presentato una serie di documentazioni tra cui perizie tecniche e relazioni, tali accuse sarebbero infondate, poiché tutte le opere realizzate avrebbero rispettato le normative previste, e non ci sarebbe alcun rischio per le catacombe di Vigna Cassia, come sostenuto dalla Soprintendenza.
Gli avvocati Luigi Latino e Giuseppe Lavaggi, che difendono l’ASD Santa Maria, hanno già dichiarato di essere rimasti sorpresi dalla decisione. “Restiamo in attesa delle motivazioni – affermano i legali – ma non ci aspettavamo una decisione di questo tipo, considerando che i campi da padel sono conformi alle autorizzazioni e che non sussiste alcun pericolo per le catacombe, che di fatto non si trovano sotto i nostri impianti. Abbiamo fornito prove solide a supporto della nostra posizione, comprese le perizie con georadar, che dimostrano la presenza solo di roccia, sotto i campi”.
Il reato contestato all’associazione riguarda la presunta esecuzione di opere su beni tutelati senza le dovute autorizzazioni, un reato di natura contravvenzionale e la situazione rischia ora di mettere in difficoltà l’associazione. “Questa situazione potrebbe costringere l’associazione a dover licenziare parte dei suoi dipendenti – commentano i difensori – poiché i campi resteranno chiusi fino alla definizione del procedimento o, se possibile, fino al dissequestro”.
Intanto, la palestra resta aperta e continua a funzionare regolarmente, ma i campi da padel non potranno essere utilizzati fino a quando la questione non sarà risolta definitivamente. In attesa delle motivazioni della decisione, la difesa dell’associazione sta valutando la possibilità di chiedere al Gip il dissequestro dei beni, per permettere la ripresa delle attività senza ulteriori interruzioni.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni




















