A poco meno di 2 anni dalla sua istituzione, il tribunale ecclesiastico di Siracusa traccia un primo bilancio delle proprie attività: 12 atti di nullità del matrimonio in media ogni anno, tre in totale i verdetti con tempi di attesa di molto inferiori rispetto ai tribunali ordinari.
Oggi pomeriggio alle 17 nel salone dell’Episcopio in piazza Duomo cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico metropolitano del capoluogo, nato a metà del 2016 per volontà dell’arcivescovo Salvatore Pappalardo a seguito della riforma del processo di declaratoria di nullità del matrimonio canonico stabilita da Papa Francesco alla fine del 2015.
Il tribunale tratta principalmente le cause matrimoniali (ma non solo) e mentre prima del 2016 per risolvere le questioni matrimoniali ci si doveva rivolgere al tribunale interdiocesano regionale di Palermo, adesso c’è la sede che opera in Ortigia per il primo grado di giudizio (appello a Noto, ultimo grado la Sacra Rota) anche se è bene precisare che le sentenze non passano mai in giudicato.
Per due volte le sentenze del tribunale ecclesiastico sono state oggetto di valutazione a Roma, una volta è stata confermata l’indicazione di Siracusa, nella seconda ipotesi si attende ancora l’esito. In genere i tempi di attesa per l’ottenimento di una sentenza nel primo grado di giudizio si aggira intorno ai 9 mesi (la mole di fascicoli aperti è comunque bassa) tanto che il tribunale ecclesiastico di Siracusa ha trattato 33 cause in due anni. Tra queste, 3 hanno chiesto di emettere la dichiarazione di nullità perché il matrimonio non è stato consumato ma si tratta di cause di dichiarazione di nullità di matrimonio e non di annullamento perché il matrimonio non può essere annullato. Se non per grazia del Papa.