Si terrà questa mattina l’udienza di convalida del fermo emesso dal Pm Andrea Palmieri nei confronti di Andrea Tranchina, il 18enne ritenuto responsabile dell’omicidio di Pippo Scarso con la complicità di un coetaneo, ancora ricercato dagli agenti della Squadra Mobile. Pare che quest’ultimo fosse l’ideatore dell’orribile “gioco” e che sia stato allontanato dalla città subito dopo facendo perdere le sue tracce.
Il giovane comparirà davanti al Gip Carmen Scapellato, che dovrà decidere se convalidare il fermo applicando la misura della custodia cautelare in carcere. E mentre si cerca ancora il complice, che allo stato sembra irreperibile, nella tragica vicenda costata la vita all’80enne, è coinvolto un terzo giovane indagato a piede libero, perché non avrebbe partecipato alla spedizione che ha ucciso il 2 ottobre scorso il povero don Pippo, ma ad altre scorribande contro lo stesso pensionato prima di quell’ultima fatale.
E intanto il nipote Salvo Scarso, dopo i funerali dello zio a cui hanno partecipato meno persone di quante ci si aspettasse, ha pubblicato un post su Facebook con la sua riflessione, “quella riflessione che deve essere presa nella sua giusta direzione e portare all’interno di tutte le famiglie siracusane – scrive – quel segnale di allarme che vede il decadimento dei valori umani, istituzionali, etici ed educativi senza dei quali non si può più parlare di civiltà, valori che mancano sia nelle famiglie dei Siracusani ” per bene ” e non. Quei miei concittadini che ancora una volta hanno mancato l’appuntamento con l’occasione per poter scuotere se stessi e dare forza alla voglia di riscatto da tanti voluta. Ho aspettato fino all’ultimo atto, quello del commiato, per vedere un solo segnale, quello vero sincero spontaneo, come una candela, un fiore, una dedica dietro la porta del ” Santuario della barbaria” nulla, un manifesto di solidarietà dell’amministrazione cittadina, mai presente in questi lunghissimi giorni di agonia di un loro concittadino “per bene” come lo era mio zio “Peppe” pronti e presenti invece oggi per le esequie sapendo ovviamente della presenza del “circo equestre mediatico”. Grazie comunque a tutte le persone che sinceramente ci sono state vicine accendendo come una candela di speranza anche una riflessione o un appunto su questi spazi di comunicazione“