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Siracusa, Open Fiber risponde a De Simone: “pieno rispetto della normativa, progetto privato da 14,5 milioni”

Ogni intervento - precisano dall'azienda - è stato preventivamente sottoposto alla Soprintendenza per i Beni Culturali, con il rilascio dei regolari nulla osta

Immagine dal web

Open Fiber si attiene alla normativa in materia di infrastrutture di telecomunicazioni (codice delle comunicazioni elettroniche, decreto fibra e successivi aggiornamenti) così come avviene in tutta Italia: non è stato quindi violato in alcun modo il regolamento sul decoro urbano del Comune di Siracusa. Le contestazioni mosse all’azienda da parte del presidente della Consulta civica di Siracusa Damiano De Simone, partono, infatti, “da un presupposto errato oltre che disinformato: le immagini evidenziate si riferiscono a impianti posati da tempo sulle facciate di edifici non vincolati, con successive modifiche alla posa dei cavi non solo di fibra ottica (si notano del resto altre infrastrutture di rete non riferibili a Open Fiber) operate da terzi. Ogni intervento è stato comunque preventivamente sottoposto alla Soprintendenza per i Beni Culturali, con il rilascio dei regolari nulla osta il 15 novembre 2017 e 11 luglio 2018 (anello progettuale Ortigia).  Attribuire dunque ipotetiche responsabilità o violazioni a Open Fiber è pretestuoso nonché potenzialmente lesivo” specificano dall’azienda.

L’ulteriore elemento scorretto posto in evidenza dall’azienda è la supposta opera “commissionata dal Comune di Siracusa all’azienda Enel Open Fiber, attraverso una convenzione…”.Una semplice ricerca sul web avrebbe permesso di non incorrere in questo palese errore – precisano ancora –: Open Fiber, in oltre 150 città italiane compresa Siracusa, realizza una infrastruttura di telecomunicazioni integralmente in fibra ottica ricorrendo a fondi propri grazie a un project financing – validato da una dozzina di banche internazionali – di circa 3,5 miliardi di euro. Una grande opera di innovazione tecnologica con lo stanziamento nella sola città di Siracusa di 14,5 milioni di euro, fondi di carattere privato finalizzati alla copertura già raggiunta di 54mila unità immobiliari. È stata dunque Open Fiber a presentare il suo progetto di digitalizzazione al Comune, sottoscrivendo insieme all’ente una convenzione con l’obiettivo di minimizzare l’impatto dei lavori che – è opportuno ricordarlo – non prevedono alcun esborso da parte del soggetto pubblico. Va infine sottolineato che Siracusa è tra le prime città italiane (insieme a Perugia, Palermo, Catania, Bari e Cagliari) ad aver già visto completati i cantieri per la rete a banda ultralarga di Open Fiber, società per azioni compartecipata da Enel e Cassa Depositi e Prestiti. Un risultato che ha tra l’altro permesso di affrontare il periodo di lockdown senza problemi dal punto di vista della connettività”.


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