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Siracusa, Open Land, Aprom, avvocati e giudici: non un conflitto di interessi ma una mancata opportuna astensione

NB. Questo quotidiano tiene a precisare, data una nota esaustiva giunta da Aprom inviata il 13/05/2017, in relazione all’articolo edito in data 10/11/2016, come si evince in calce, avente il titolo in oggetto, quanto segue: “Sulla vasta e copiosa scorta dei documenti esibiti dalla Aprom, si evince, la sua assoluta trasparenza, nonché la sua assoluta correttezza e serietà storica scevra da ogni dubbio di sorta, e comprovante a “fortiori” la sua assoluta estraneità ai fatti di Siracusa”.

Il Tar non riesce a decidere sul caso Open Land – o, almeno, sull’eventuale legittimità della convocazione della conferenza dei servizi – e rinvia tutto alla Corte di Giustizia europea sospendendo il giudizio fino alla definizione della questione (Leggi Qui).

È passata qualche settimana dall’ordinanza ma una particolarità riguarda i protagonisti della vicenda: il presidente della I sezione del Tar di Catania, Antonio Vinciguerra, almeno fino allo scorso anno era all’interno di un’associazione di caratura nazionale assieme all’avvocato Giuseppe Calafiore, legale di fiducia della società titolare di Fiera del Sud (anche se non in quel particolare giudizio). Vero è, infatti, che i due risultano soci nel 2015 della Aprom, l’associazione per il progresso del Mezzogiorno, e che assieme a loro sono in tanti, ma è altrettanto vero che ci sono opportunità da cogliere al volo e altre che sarebbe meglio evitare alla radice qualsiasi ragionevole dubbio.

Questa, probabilmente, era una di quelle. Sarebbe forse stato meglio evitare di prendere qualsiasi decisione in merito rimettendo il giudizio ad altri colleghi, ma è una questione soprattutto di opportunità e non di validità del provvedimento. Soprattutto perché in un altro procedimento giudiziario sono in ballo 20 milioni di euro di richiesta risarcitoria.

L’A.Pro.M è stata costituita nel 1994 come luogo di ricerca, discussione e impegno operativo diretto per la valorizzazione e lo sviluppo del Mezzogiorno.

L’associazione – si legge nella descrizione – si è da sempre concentrata sui temi della Giustizia, della Sanità, della Pubblica Amministrazione, delle Infrastrutture e della mobilità, del lavoro e del sociale accogliendo figure professionali incisive poste ai vertici, impegnate nei diversi settori che hanno dato un sostegno importante nel comprendere la situazione del meridione animando l’attività associativa sui differenti temi”.

Ed effettivamente in questa associazione sono solo due i rappresentanti siracusani iscritti nell’elenco dei soci del 2015: gli avvocati Piero Amara e, appunto, Giuseppe Calafiore. Un’associazione importante, che annovera anche magistrati della Corte di Cassazione, dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, imprenditori, docenti, medici, professionisti e perfino presidenti di sezione del Consiglio di Stato, dell’avvocatura generale di Stato, Procuratori e magistrati della Corte dei Conti e il giudice del Tar già citato (come si apprende sull’elenco pubblicato nel sito ufficiale Leggi Qui).

L’avvocato Calafiore ha un ruolo importante, essendo stato cooptato nel direttivo dell’associazione per collaborare direttamente con il vice presidente dell’associazione stessa e, assieme al collega augustano Amara, è stato collaboratore del vicepresidente vicario e segretario generale Dell’Aversana. Il 2015 è stato anche un anno dispendioso per il legale di Open Land essendo stato con la sua società tra i finanziatori del Cenacolo culturale sul tema “Nuovi sviluppi e prospettive della Finanza locale”, tenutosi a Roma e inserito all’interno del comitato tecnico organizzatore anche di eventi nel 2016.

Tra questi, l’importante convegno dello scorso aprile su “Procedure concorsuali e ruolo delle banche”, che ha visto tra i relatori i presidenti di Corte d’Appello, Corte di Cassazione, Agenzia delle Entrate, sottosegretari e magistrati, uno dei quali protagonista a Siracusa: il sostituto procuratore Giancarlo Longo (nella foto, un momento del convegno).

Insomma, legami importanti all’interno di un’associazione che “intende avere un ruolo propositivo su come utilizzare strategicamente le grandi risorse inutilizzate del Sud nel confronto con l’Europa” e una febbrile attività convegnistica che non pone – tornando al discorso iniziale – alcun difetto di legittimità nelle decisioni del Tar sul caso Fiera del Sud ma che forse avrebbe dovuto convincere le parti chiamate in causa a evitare qualsiasi squalificante collegamento su questioni tanto serie.

Luca Signorelli


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