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Siracusa, operazione Black trash: respingono le accuse gli imprenditori Ecomac e il dirigente dell’ex Provincia

I tre imprenditori sono accusati di illecita intermediazioni, sfruttamento del lavoro e truffa aggravata, al dirigente del Libero consorzio viene contesta la corruzione per l'esercizio della funzione

Sono comparsi ieri davanti al Gip del Tribunale di Siracusa Carmen Scapellato per l’interrogatorio di garanzia gli imprenditori della Ecomac Salvo Montagno Grillo, Gianfranco Consiglio e Angelo Aloschi e Domenico Morello, dirigente del Libero consorzio di Siracusa, arrestati nei giorni scorsi nell’operazione “Black trash” condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Siracusa.

I primi tre, amministratori di fatto della società, devono rispondere di illecita intermediazione e sfruttamento del lavoro e truffa aggravata per “reiterate violazioni alle disposizioni di legge in materia di retribuzione dei lavoratori e a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro”, mentre è accusato di corruzione per l’esercizio della funzione il tecnico augustano. Quest’ultimo, assistito dal legale di fiducia Beniamino D’Augusta, ha risposto alle domande del giudice e chiarito la sua posizione sostenendo di aver rilasciato l’anno scorso l’autorizzazione per il nuovo impianto di recupero e riciclo di rifiuti non pericolosi di contrada San Cusumano, nella zona industriale, come “atto dovuto” e dopo che erano stati  rilasciati pareri positivi di altri enti come Arpa e Regione.

Secondo i pm titolari dell’inchiesta, Salvatore Grillo e Tommaso Pagano, l’autorizzazione sarebbe stata rilasciata, invece, dietro la promessa di assunzione di  due persone che avrebbero potuto avere un’utilità in termini di voti alle prossime amministrative di Augusta, su questo Morello ha risposto che, considerato che l’azienda doveva fare assunzioni per il nuovo impianto, avrebbe sottoposto i nomi di due persone che avevano bisogno di lavorare, ma solo un quindicina di giorni dopo aver rilasciato l’autorizzazione, mentre prima non risulterebbero contatti o richieste particolari con la società.

Una era una ragazza che gli era stata segnalata da un amico e vive a Lentini e, dunque, per la sua residenza non avrebbe avuto utilità alle prossime elezioni di Augusta nelle quali, tra l’altro,  Morello non è candidato a sindaco. Le due persone segnalate, inoltre, non si sarebbero neanche presentate ai colloqui e, quindi, non sarebbero state assunte.

Il dirigente del X settore Ambiente della ex Provincia ha poi riferito di aver elevato due sanzioni amministrative per un totale di 35 mila euro e di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica nei confronti della Ecomac per violazioni e questo, a dire della difesa, dimostrerebbe che non vi era alcun rapporto di amicizia o di favore con la società.

L’avvocato D’Augusta ha presentato istanza di scarcerazione per Morello e il Gip ha 5 giorni di tempo per decidere. Il tecnico augustano è cosi tornato nel carcere di Gela, come pure hanno fatto Montagno Grillo, Consiglio e Aloschi, il primo difeso dall’avvocato Aldo Ganci, gli altri due da Francesco Favi.


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