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Siracusa, operazione “Povero Ippocate”: Mangiafico e Cultrera si avvalgono della facoltà di non rispondere

In totale sono 73 gli indagati ai quali sono stati contestati a vario titolo i reati di falso in atto pubblico, corruzione, truffa allo Stato e abuso d'ufficio

Si è svolto stamattina al Tribunale di Siracusa l’interrogatorio di garanzia nei confronti di Santo Cultrera e Rosaria Mangiafico. I due, medico il primo e gestore di un patronato la seconda, sono stati accusati dalla Procura nell’ambito dell’operazione “Povero Ippocrate” di aver “costruito” certificati ad hoc così da garantire l’invalidità ai richiedenti o di vedere la propria pratica andare in modo più spedito. Il tutto con la complicità dei componenti di una delle due commissioni composta da medici dell’Asp e dell’Inps.

I due, già sottoposti agli arresti domiciliari – misura confermata al termine dell’interrogatorio- a seguito dell’operazione, dovevano essere ascoltati stamattina dal Gip Carmen Scapellato, ma si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, anche se Cultrera si è riservato di rispondere alle domande in una fase successiva.

L’indagine coordinata dal Procuratore capo Sabrina Gambino e dai sostituti procuratori Salvatore Grillo e Tommaso Pagano è durata 6 mesi (e conclusasi nel 2016) durante i quali sono state raccolte le prove di tutti i fatti e i reati contestati: falso in atto pubblico, corruzione, truffa allo stato e abuso d’ufficio. In totale sono 73 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta che ha portato per l’appunto alle due custodie cautelari nei confronti di Cultrera e Mangiafico, due obblighi di dimora, sette divieti di esercitare la professione di medico per un anno, una sospensione dal pubblico impiego e sedici sequestri per un ammontare complessivo di circa 600 mila euro.

Il Gip nella propria ordinanza non ha riconosciuto – come richiesto dall’accusa- il reato associativo, motivo per cui ieri la Procura ha presentato ricorso chiedendo inoltre l’aggravamento delle misure cautelare reali.


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