Chiarisce la sua posizione il Presidente della Provincia On. Nicola Bono con una conferenza stampa indetta stamattina nella sala degli Stemmi di via Roma.
Inizialmente emozionato nella voce ma fermo nei contenuti il Presidente ha letto il testo di un comunicato con il quale intende dissipare gli equivoci e manifestare contemporaneamente lo stupore e l’amarezza delle accuse di un “processo svolto sulla piazza senza alcuna riservatezza”
“La mia totale estraneità dai fatti è stata certificata dal GIP che ha escluso la mia persona dai fatti ma la notizia è stata riportata come se ci fosse un mio coinvolgimento.
Sono un politico onesto, mai chiaccherato. In quarant’anni di vita politica ho calcato i Palazzi di Giustizia solo come accusatore. Anche in questa vicenda ho denunciato nel 2007 all’allora Ministro per le Infrastrutture Di Pietro, le gravi anomalie nella gestione del contratto. Non ho mai puntato sul clientelismo ed il mio collaboratore Sebastiano Vaccarisi non è mai stato assunto alla Sogeas perchè non solo l’ho mai chiesto ma perchè ho rifiutato la stessa proposta di assunzione”.
Ma vediamo il testo completo delle dichiarazioni:
CONFERENZA STAMPA DEL 04 FEBBRAIO 2012
I motivi per i quali ho ritenuto di convocare una conferenza – stampa, sono due:
Quello di dissipare un evidente equivoco che sta danneggiando gravemente ed immotivatamente la mia immagine pubblica.
Quello di rendere pubblici la mia sorpresa e la mia amarezza per il contenuto della conferenza – stampa, organizzata dagli organi inquirenti che non condivo nè nel metodo nè nel merito.
Escludo categoricamente di aver ricevuto nei giorni scorsi qualsiasi notifica di provvedimenti o di richieste relative all’inchiesta ORO BLU. La mia posizione nell’ambito di questa inchiesta è rimasta la stessa, ben nota, di un anno addietro originata dalla denunzia di alcuni imprenditori legati a SAI8, e per questo fortemente interessati a screditarmi, che sono arrivati ad interpretare come pressione indebita la mia convinta e coerente azione politica ed amministrativa tesa a fare rispettare un contratto nell’esclusiva tutela dell’interesse pubblico.
Con grande rispetto per l’azione della magistratura inquirente e per il suo obbligo di indagare su ogni notizia di reato che le pervenga, mi sono spontaneamente e immediatamente presentato al Pubblico Ministero al quale ho spiegato e documentato le ragioni della mia azione rigettando qualsiasi accusa.
Rispetto a questo quadro l’unica novità è che il Giudice che ha esaminato gli atti inviati dalla Procura ha ritenuto che, nonostante una lunga ed attenta attività di indagine, non siano emersi a mio carico elementi tali da fare fondatamente ipotizzare un mio coinvolgimento nella vicenda.
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Sono pertanto stupìto ed amareggiato che la mia posizione sia stata accomunata ad altre che, a torto o a ragione, sono state invece valutate dal giudice negativamente.
Non posso accettare che il processo a mio carico venga svolto sulla piazza e senza la mia partecipazione ed avrei avuto il diritto di vedere trattata la mia posizione nel processo e con la riservatezza dovuta alla fase delle indagini in corso e non fuori dal processo.
In tal modo mi vedo costretto, mio malgrado, a riprendere pubblicamente fatti e questioni che avevo depositato alla conoscenza dei magistrati, tendenti a dare l’esatta dimensione degli avvenimenti, per la parte che mi riguarda.
In particolare sono palesemente vittima di un attacco orchestrato dai responsabili dell’impresa gestore del sistema idrico integrato di Siracusa teso ad estromettermi dalla gestione dell’Ato idrico.
L’amarezza è che questo obbiettivo effettivamente è stato raggiunto!
Il risultato è che non solo in barba alla sentenza di merito del CGA il rapporto con il gestore continua, ma lo stesso non ha mai depositato né le fideiussioni oggetto dei miei interventi, né tanto meno quelle ben più onerose legate alla garanzia della corretta realizzazione del complesso di opere contrattuali da realizzare per l’importo di ben 500 milioni di euro. Inoltre da quando sono andato via io non è stato più versato un solo euro di canone, a fronte delle tariffe dei cittadini che invece si continua a riscuotere.
Questo si che è davvero “Oro blu”, e cioè gestione senza costi e garanzie.
Respingo, poi, con forza e con grande decisione anche il semplice accostamento, spero involontario, del mio nome alla vicenda dei veleni contro e dentro la Procura, che non mi riguarda neanche lontanamente e
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che in ogni caso non appartiene al mio modo di agire che è sempre stato pubblico e trasparente e mai sotterraneo e delatorio.
Respingo con amarezza e con stupore l’effetto di accomunare la mia persona ad un più generale e generico malaffare della politica al quale non appartengo ne’ ho mai appartenuto.
Respingo, altresì, così come ho già fatto all’interno del processo, le accuse che la stampa riporta come essermi state mosse durante la conferenza stampa dal Procuratore della Repubblica e mi rimetto su questo, come sempre ho fatto, alla valutazione indipendente dei magistrati competenti all’esaminare le accuse.
Non solo le pratiche affaristiche e clientelari mi sono da sempre estranee, ma ne ho fatto una ragione fondamentale di lotta e contrasto in tutta la mia attività politica.
Sono un politico onesto, che non è mai stato oggetto di indagini giudiziarie e non è stato mai neanche “chiacchierato”, che non a caso vuole concorrere al complessivo rinnovamento della politica attraverso anche iniziative forti che ho già da tempo messo in cantiere.
In tal senso, a chi strumentalmente chiede le mie dimissioni, rispondo che la mia vicenda muove al contrario proprio dalla attuazione delle pratiche della buona politica, e cioè dalla politica che non si vende, che non pratica attività spartitorie, che vuole il rigoroso rispetto di leggi, regolamenti e contratti, e che può essere fermata solo dal ricorso alla calunnia.
Aggiungo, solo per inciso, che peraltro di fatto ho rinunciato alla presidenza dell’Ato, senza averne neanche avuta richiesta, proprio per consentire che l’inchiesta potesse avvenire, come è stato, senza alcuna difficoltà.
Ripeto che dalle notizie diffuse dalla stampa non può che trarsi una sola conclusione: il Giudice nella sua terzietà ed indipendenza ha rigettato
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le richieste della Procura nei miei confronti ritenendole infondate. E questa decisione va rispettata e valorizzata da tutte le parti e dalla collettività. Mi auguro di poter leggere, quando mi sarà posto a disposizione, l’intero provvedimento del Giudice per valutarne le motivazioni che spero abbiano preso atto dell’interesse dei denuncianti contro la mia persona e della linearità, coerenza e correttezza della mia azione politica ed amministrativa.
On. Dott. Nicola Bono
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