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Siracusa, pace “momentanea” tra Inda e Parco archeologico. Cafeo: “per il futuro necessaria la riforma dei Beni Culturali”

Al termine dell'incontro avvenuto sabato si è stabilito in pratica che per quest'anno la resterà in vigore la precedente convenzione nonostante il direttore generale la ritenesse formalmente abrogata

L’esito dell’incontro di sabato pomeriggio tra i vertici dell’Inda e il Parco Archeologico negli uffici della Presidenza della Regione ha scongiurato definitivamente qualunque rischio in merito alla prossima stagione di Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa”. A dirlo è il parlamentare regionale Giovanni Cafeo, Segretario della III Commissione Ars Attività Produttive, a proposito della vicenda legata al rinnovo della convenzione tra l’Inda e il Parco Archeologico di Siracusa. Nella giornata di sabato il presidente della Regione, Nello Musumeci ha convocato un incontro nella sede catanese della Regione siciliana, mettendo da una parte del tavolo il presidente del Parco Archeologico di Siracusa, Calogero Rizzuto, dall’altra il Sovrintendente dell’Inda, Antonio Calbi.

Un incontro che di fatto ha portato a una pace temporanea, stabilendo che per quest’anno resterà in vigore la precedente convenzione nonostante il direttore generale la ritenesse formalmente abrogata. Motivo per cui era scoppiata la querelle tra Parco Archeologico e Inda.

Ma è chiaro che il futuro non può che essere legato al Ddl sulla riforma dei Beni Culturali – prosegue Cafeo -, recentemente presentato all’Ars e che fugherà ogni dubbio o fraintendimento sull’utilizzo dei nostri Beni da parte degli enti pubblici e dei privati. Mi sembra utile ricordare che la fondazione Inda è un ente senza scopo di lucro – prosegue Cafeo – e la capacità di registrare utili per il 75% dallo sbigliettamento non deve essere motivo di penalizzazione nel sostegno pubblico ma anzi semmai di premialità e vanto, visto l’ “unicum” tra i teatri italiani”.

Il deputato regionale di Italia Viva non nega che come soluzione ne avrebbe preferita una basata sugli accordi di valorizzazione, da più parti evocati, “ma forse – conclude – una scelta simile non è nelle corde culturali del Presidente Musumeci; non vorrei però che il problema principale derivi dalla rappresentanza della Regione all’interno del Cda dell’Inda, non espressione diretta di questo Governo, in fondo con l’Ias è bastato applicare lo “spoil system” per risolvere, quanto meno all’apparenza, ogni problema”.


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