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Siracusa, parcheggio Talete. Il comitato “Levante libero”: “No a interventi di restyling non necessari”

Il comitato hanno ribadito la volontà di abbattere il Talete

“No” agli interventi di restyling sul parcheggio Talete se non necessari. A dirlo è il comitato Levante Libero, di cui il portavoce è Giuseppe Implatini, subito dopo l’incontro con il sindaco Francesco Italia e l’assessore Fabio Granata. Gli esponenti dell’Amministrazione hanno ribadito la volontà di mitigare l’ecomostro sul mare con il progetto con i pannelli in acciaio corten e rampicanti.

Il comitato ha ribadito la volontà di abbattere la struttura, cosa che potrebbe avvenire non prima di tre anni, chiede all’Amministrazione: che la determina dirigenziale 31.12.2020 n.117 recante: “BB.CC Progetto di riqualificazione attraverso l’arte pubblica del parcheggio Talete ad Ortigia” venga ritirata ed annullata; che gli stessi fondi della determina su citata o altri fondi da individuarsi, possano essere destinati alla realizzazione di una progettazione di demolizione della copertura ecomostro del Talete e riqualificazione complessiva dell’area in questione. Un’azione che consentirebbe la realizzazione di un parco di circa 25 mila metri quadrati, con posteggio alberato, viabilità e aree a svago, il tutto impreziosito dalla restituzione alla città del suo lungomare di levante; l’antica Marinella, in chiave moderna ed ecologica, capace con i suoi 300 metri di lungomare balneabile di elevare notevolmente la qualità della vita ma anche dell’offerta turistica di Siracusa.

Il comitato chiede inoltre che per il fine di cui sopra venga in tempi brevissimi costituito un tavolo permanente di proposta e progetto con la facoltà di Architettura e lo stesso Comitato Levante Libero, allo scopo di redigere una proposta progettuale ambiziosa e adeguata a costituire oggetto di trattativa con la Regione Siciliana in merito alla complessa vicenda amministrativa. E, infine, che nella stessa progettazione possa valutarsi l’inserimento anche di una nuova via di fuga, ad esempio un ponte pedonale fra Riva Nazario Sauro e la terraferma, in modo da presentare una sorta di “sanatoria”, capace di porre rimedio al vulnus generato dalla mancata realizzazione del collegamento, condizione del finanziamento originario. In merito alle risorse per realizzare quanto progettato ci si potrebbe rivolgere ai fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza o altri fondi comunitari; sulla fattibilità di questa ipotesi ci sono già stati approfondimenti e conferme da parte degli esperti del settore.


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