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Siracusa: “Parco Robinson e altri giardini chiusi da inizio estate”, lo denuncia “Fare Rete” chiedendo conto al Comune

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota a firma del coordinamento “Fare Rete” di Siracusa:

“Fare Rete, coordinamento di donne dei Partiti, in continuità con il proprio progetto chiede al Sindaco del comune di Siracusa, all’ Assessore comunale alle Politiche Sociali e all’Assessore ai Lavori Pubblici di attenzionare la problematica della gestione del Parco Robinson e di tutti gli altri giardini – tutti chiusi contemporaneamente dall’inizio dell’estate – piazza Adda, viale Regina Margherita, Villini o impraticabili come a San Giovanni e la pista ciclabile a certe ore.

Ciò nel quadro delle iniziative relative al documento fondativo di Fare Rete nel quale ci si propone di disegnare una città vista con lo sguardo delle donne. Questo non solo dal punto di vista urbanistico, della mobilità, dei servizi e della loro accessibilità ma anche come approccio diverso alla gestione economica delle risorse.

Fare Rete condivide l’approccio della commissione mista, circoscrizione Acradina – associazioni. Il Parco Robinson è una realtà meritevole per la sua allocazione, cioè al centro di due dei più popolosi e periferici quartieri della città,e per le strutture ricreative messe disposizione dell’infanzia , dei giovani, delle mamme e degli anziani, quindi, delle famiglie. Le ingenti risorse economiche pubbliche investite in questo Parco fanno urlare allo scandalo per lo stato di trascuratezza in cui versano. Le donne di Fare Rete si uniscono e alla voce della cittadinanza che si è levata per sollecitare la Pubblica Amministrazione sulla questione della gestione e quindi della fruizione di questo Parco. Per tutto ciò Fare Rete esprime apprezzamento nei confronti di tutte le associazioni e i gruppi spontanei come le mamme di Piazza Adda che, oltre a denunciare lo stato di abbandono e la lentezza nell’esecuzione dei lavori, manifestano disponibilità a farsi carico della loro gestione e della vigilanza.

Come donne politiche cogliamo questa voce che proviene dal mondo dell’associazionismo e dalle madri nostre concittadine valutandolo come segnale positivo dell’affermarsi di un nuovo senso civico di appartenenza alla nostra città”.


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