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Siracusa patrimonio dell’Umanità,Legambiente scrive all’Unesco “Il Comune di Siracusa sta facendo scempio”

“Cercando di fare meno rumore possibile, il Comune di Siracusa sta facendo scempio del suo straordinario territorio. Per questo abbiamo deciso di segnalare all’Unesco la scellerata decisione di realizzare un secondo nuovo porto turistico dentro la rada del grande porto di Siracusa”.

Parole di Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia, che ieri mattina ha partecipato ad una conferenza stampa per sollevare l’attenzione sulla città di Siracusa.

“Visto che l’area ricade – ha sottolineato Fontana – nella Buffer Zone del sito iscritto nella World Heritage List, ai sensi dell’art. 172 delle Operational Guidelines for the Implementation of the World Heritage Convention, questa nuova colata di cemento avrebbe dovuto essere segnalata all’Unesco dalle Autorità competenti e responsabili del progetto, che, ovviamente, si sono ben guardati dal farlo.

Non contenti degli stravolgimenti e della cementificazione che si stanno realizzando con il primo porto turistico, approvato dal Consiglio Comunale nel 2007, si è progettato questo secondo pesantissimo intervento, adiacente al primo. E come sempre avviene per i porti turistici di iniziativa privata, il vero affare non è cosituito dai servizi ai diportisti, ma, al contrario, dalla cementificazione della costa realizzata rubando superficie al mare.

Comunque, i progetti dei due porti rappresentano solo la punta più avanzato di un forsennato consumo di suolo che sta stravolgendo la città di Siracusa.

Paolo Tuttoilmondo, presidente del circolo di Siracusa di Legambiente, ha aggiunto che “le unicità del patrimonio di Siracusa riconosciute dall’Unesco sono altresì fortemente messe in pericolo dalle previsioni del Piano Regolatore Generale vigente di aree massicciamente edificabili all’interno del Parco Archeologico delle Mura Dionigiane e lungo le coste”.

La parziale revisione del PRG, richiesta a gran voce dalle associazioni ambientaliste ma non ancora adottata dal Consiglio Comunale, eviterebbe l’ennesimo sfregio alla storia e alla bellezza di questi luoghi.

Ma così come l’Unesco ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità la città di Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica, allo stesso modo potrebbe tornare sui suoi passi. Nel 2009, infatti, l’Unesco ha cancellato la Valle dell’Elba, a Dresda, dall’elenco dei siti patrimonio dell’umanità. La decisione è stata presa in seguito alla costruzione di un ponte che attraversa l’Elba a qualche chilometro dal centro storico. E’ evidente – conclude Fontana – che a Siracusa l’aggressione ad un territorio che l’Unesco ha ritenuto meritevole della sua tutela, è ben più grave di quanto non sia avvenuto a Dresda. La città di Siracusa deve decidere se vuole continuare a pregiarsi del brand Unesco ed a proporsi come una delle più importanti città d’arte del Mediterraneo, o se vuole invece svendersi agli interessi particolaristici di speculatori edilizi senza scrupoli”.
 


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