Le piante messe a dimora in piazza Adda continuano a non attecchire e a deperire. A spiegare le ragioni di questo fallimento è l’agronomo Nino Attardo, che punta il dito soprattutto contro una scelta botanica non coerente con il clima e il contesto ambientale della città.
“Si tratta di acero montano – chiarisce Attardo – una specie tipica delle aree montane, che non è assolutamente adatta al clima del Sud e, in particolare, a quello di Siracusa”. Una pianta che soffre il caldo e che, di conseguenza, non riesce a sopravvivere alle elevate temperature estive.
Secondo l’agronomo, l’acero è stato introdotto erroneamente al posto del platano, specie più idonea e capace di svolgere correttamente anche la funzione di assorbimento delle acque piovane. “Questa pianta – sottolinea – non riesce a garantire le funzioni per cui è stata scelta e finisce per morire proprio a causa del caldo”.
Gli interventi in piazza Adda hanno comunque risolto alcune criticità strutturali del passato. La sostituzione dei pini, che avevano danneggiato le pavimentazioni, e la realizzazione di una vasca sotterranea per la raccolta delle acque piovane rappresentano elementi positivi. “Dal punto di vista idraulico – spiega Attardo – la piazza oggi non si allaga più come una volta: le superfici verdi riescono ad assorbire l’acqua in eccesso e a restituirla alle vasche per l’irrigazione”.
Anche la pavimentazione drenante e i materiali utilizzati rispettano i criteri delle nuove piazze alberate pensate per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Tuttavia, il nodo centrale resta la scelta delle specie vegetali. “Il verde non è un elemento decorativo – conclude l’agronomo – ma un insieme di esseri viventi. Ogni pianta deve trovarsi nel posto giusto. Il rispetto della specie vegetale e delle sue esigenze è fondamentale già in fase di progettazione”.
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