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Siracusa: Piano Casa del Comune, rischi sismici ed idrologici

“Applicare il Piano casa approvato di recente dall’Assemblea regionale siciliana, considerando le proposte fatte dall’Ordine dei geologi di Sicilia in sede di conferenza stampa e discusse in Consiglio comunale, le quali mirano ad una reale mitigazione dei rischi sismico ed idrogeologico, mitigazione assolutamente assente nel testo di legge”.

Si esprime così Antonio Gallitto, consigliere dell’Ordine dei geologi di Sicilia in merito a quanto avvenuto qualche settimana fa nella conferenza stampa sul Piano casa, voluta dall’amministrazione comunale di Siracusa, che ha visto protagoniste le associazioni e gli Ordini professionali.

“Notiamo una politica molto più vicina di quanto mai accaduto finora alle reali esigenze del territorio e per questo, dobbiamo dare atto all’Amministrazione comunale di Siracusa della sensibilità dimostrata agli Ordini professionali e alle varie associazioni circa ai contributi richiesti per l’applicazione del Piano casa nel nostro comune.

Secondo l’Ordine dei geologi di Sicilia, il primo passo da fare –ha detto Gallitto- è la prescrizione, per tutti gli edifici ricadenti nei centri storici e nei “netti Storici” (quelle costruzioni realizzate prima del 1939, ma non per forza, attualmente, con una valenza storica o paesaggistica) dei comuni siciliani, dell’adeguamento sismico nel caso di progetti di ampliamento, partendo da studi mirati di microzonazione sismica per avere contezza di tutti quei fattori geologici che possono amplificare gli effetti distruttivi delle onde sismiche del sottosuolo. In merito alla mitigazione del rischio idrogeologico, occorre corredare i progetti di cui alla seguente legge per il rilascio della concessione edilizia, di relazione di fattibilità e compatibilità geologica a firma di tecnico geologo abilitato ed iscritto all’Albo professionale.

Tale relazione di fattibilità geologica deve essere presentata, inoltre, per tutte le nuove istanze di fabbricazione edilizia e per i progetti di demolizione e ricostruzione, fatti salvi gli elaborati progettuali già previsti dalle normative tecniche ed urbanistiche vigenti per la progettazione”.
 


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